GUERRA SANTA ALLA DEMOCRAZIA. E AI ”SOPISTI” OCCIDENTALI

Questo è uno di quegli argomenti per cui un blog non è abbastanza funzionale. E poi vorrei disporre di due colonne per parafrasare tutto il discorso di Gheddafi. Cercherò di arrangiarmi e cercherò di non divagare andando al punto, ”punto per punto”, confidando nell’attenzione nei vari passaggi.

Per l’Islam l”’accusa di apostasia” non equivale alla scomunica dei tempi nostri nella Chiesa cattolica, ma è peggio della scomunica cristiana del medioevo. Al ”reato” di apostasia DEVE corrispondere una reazione punitiva ad ampio raggio e senza confini di diritto e condizioni da parte di ogni musulmano, che individualmente o come comunità, viene legittimato a compiere il volere di Allah secondo il Corano e a organizzarsi in varie forme per dare compimento al proclama.  Quindi è una chiamata generale in cui viene ”responsabilizzato” ogni musulmano. Responsabilizzato, cioè caricato di una responsabilità e una missione che lo renda gradito all’Islam e in ultima analisi ad Allah. Quindi chi proclama la Jihad per apostasia CONOSCE quello che dice, RIFLETTE bene quello che dice e deve essere ”legittimato” a proferire certe parole.

Gheddafi conferma questa mia analisi nel passaggio successivo ”la jihad deve essere proclamata con ogni mezzo”

Il discorso viene proclamato nella festa della nascita di Maometto, come se in poche parole il Papa o un cardinale durante la notte di Natale in San Pietro condannasse a morte l’Olanda miscredente o l’Arabia che non permette di costruire chiese. E questa è una riflessione importante per comprendere la dimensione della ”religiosità”, il concetto di religione e società secondo l’Islam.

Più in la c’è la conferma della legittimazione che Gheddafi sente di avere o sa benissimo di avere o meglio gli è stata assicurata nei giorni precedenti: ”la jihad contro la Svizzera, contro il sionismo, contro l’aggressione estera (…), non è terrorismo”

Attenzione, qui non si discute sul significato di aggressione, perchè viene intesa aggressione qualunque ”resistenza” all’arroganza islamica o qualsiasi mancata sottomissione al volere di Allah secondo l’intermediazione dei suoi rappresentanti.

E qui veniamo più specificamente al tema Gheddafi. Come tutte le religioni, e forse di più, l’Islam viene strumentalizzato a fini politici. Come dice qualcuno nei commenti, Gheddafi sa benissimo cosa può produrre una guerra senza confini su basi ideologiche. Attenzione, non ho mai parlato di armi, per ora. Peggio…

”’Qualunque musulmano nel mondo che tratta con la Svizzera è un infedele ed è contro l’islam, contro Maometto, contro Dio, contro il Corano»”’

L’Islam è forte dell’orgoglio dei suoi fedeli, non concepisce l’idea occidentale della fede interiore che non va espressa per decenza neo-bigotta, ma è forte della identità, conosce bene l’antropologia e la storia, è conscio dell’affermazione certa di una identità forte su scala mondiale.

E chi avesse dubbi su quello che sto esprimendo, badi bene che Gheddafi si è espresso ”parlando in veste di capo del Commando popolare islamico internazionale”.

Ecco che il passaggio alle armi è breve, ma  non in questo proclama , perchè questo pone soltanto un traguardo al piano partito dagli anni settanta dei fratelli musulmani. Una tappa, verso lo scoramento di ogni dialogo, verso l’annichilimento di una cultura ”nemica” e con il solo uso demografico e propagandistico basato sulla forte identità e la concezione giuridica degli Stati su base coranica. In Svizzera non doveva esserci quel risultato per i minareti? No, non doveva esserci proprio discussione democratica. Solo questo costituisce un affronto e UN PRETESTO. Insomma, mentre noi parliamo di integrazione, di dialogo interreligioso e interculturale, questi signori si fanno delle grasse risate sotto le tende (anche in Roma), dentro i palazzi. E la cosa che più sfugge, è che la maggior parte dei musulmani è orgogliosa di avere questi punti di riferimento e si aggiorna quotidianamente sui progressi di una piano che vede lo scontro di civiltà nelle proprie basi, addebitandolo intelligentemente alla società che orgnanizza forum e convegni, per fare del dialogo un principio. Non fa una piega.

Altrimenti si facciano avanti i signori che hanno manifestato sul sagrato del Duomo di Milano, sia facciano avanti per far sentire la loro voce i milioni di musulmani che abitano e straabitano le nostre città europee, facciano rumore le associazioni islamiche tanto attive per eliminare i nostri simboli. Lo dico ai relativisti e ai ”sopisti” (neologismo personale) culturali, dov’è il rumore verso l’arroganza dell’universo islamico verso la nostra visione di civiltà e le scelte democratiche degli Stati europei. Dicevo in un commento, si proceda per compartimenti stagni, l’immigrazione non c’entra, c’entra stabilire delle linee chiare su cosa si intende per integrazione, quali sono i valori e principi democratici su cui muoverso per conseguire l’integrazione, e infine CHI NON VUOLE L’INTEGRAZIONE e lo dichiara con il proprio silenzio nei momenti in cui dovrebbe urlare e nel rumore mentre dovrebbe tacere e riflettere e comprendere. Perchè non può una comunità comprendere chi non vuole essere compreso, ma sottomettere,  sia su base statale, soprattutto su base universale.

clicca su ”continua” per leggere l’articolo del corriere

 

Gheddafi: «Guerra santa contro
la Svizzera per il no alle moschee»

«Miscredente» e «apostata» per aver l’approvato il referendum costruire minareti nel paese elvetico

MILANO – Il colonnello libico Muammar Gheddafi ha invitato alla Jihad (la guerra santa, ndr) contro la Svizzera, da lui definita «miscredente» e «apostata», dopo l’approvazione del divieto di costruire minareti nel paese elvetico.

IL DISCORSO – «È contro la Svizzera miscredente e apostata che distrugge le case di Allah che la jihad deve essere proclamata con ogni mezzo», ha dichiarato il colonnello Gheddafi in un discorso a Bengasi, nell’est della Libia, in occasione della Festa del «Mouloud», che commemora la nascita del profeta Maometto. Per il numero uno libico, «la jihad contro la Svizzera, contro il sionismo, contro l’aggressione estera (…), non è terrorismo». «Qualunque musulmano nel mondo che tratta con la Svizzera è un infedele ed è contro l’islam, contro Maometto, contro Dio, contro il Corano», ha aggiunto il leader di Tripoli davanti a migliaia di persone. Boicottate la Svizzera: boicottate i suoi prodotti, boicottate i loro aerei, le loro navi, le loro ambasciate, boicottate questa razza miscredente, apostata, che aggredisce la case di Allah», ha insistito Gheddafi, parlando in veste di capo del Commando popolare islamico internazionale, ente da lui creato nel 1991.

LA CRISI – Sulle dichiarazioni del leader libico, un portavoce del ministero svizzero degli Affari esteri non ha voluto rilasciare commenti. Le relazioni tra Tripoli e Berna sono tesissime dopo l’arresto a luglio 2008 a Ginevra del figlio di Gheddafi, Hannibal, arrestato a Ginevra con l’accusa di aver maltrattato i suoi domestici. L’episodio ha scatenato una serie di ritorsioni a catena. La Svizzera lo scorso autunno ha inserito nella lista nera di Schengen i nomi di 188 alti dirigenti libici, tra cui anche quello del colonnello Muammar Gheddafi, inasprendo la crisi. Poco dopo le autorità libiche hanno arrestato due imprenditori svizzeri, di cui uno, Max Goeldi, è ancora detenuto in Libia. L’intervento «delirante» di Gheddafi avviene mentre proseguono le trattative tra i due paesi per la sua liberazione. Il 29 novembre scorso gli svizzeri hanno votato a larga maggioranza (57,5%) per vietare la costruzione di nuovi minareti, in un referendum promosso dalla destra populista.[…]

GUERRA SANTA ALLA DEMOCRAZIA. E AI ”SOPISTI” OCCIDENTALIultima modifica: 2010-02-26T15:38:00+01:00da antonio.r
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40 pensieri su “GUERRA SANTA ALLA DEMOCRAZIA. E AI ”SOPISTI” OCCIDENTALI

  1. ciao antony non credo che il tema sia guerra santa alla democrazia, ma guerra in se cosa alla quale il colonnello non è nuovo

  2. Ciao Antonio, in risposta al commento sul mio blog:

    Caro Antonio, le tue parole sono le mie.
    Quante volte ho criticato questo Governo?
    Quante volte ho considerato molti rappresentanti della maggioranza “poco degni”?
    Quante volte ho ricercato in qualche rappresentante politico un senso per continuare ad appassionarmi (e io personalmente ho aumentato la stima per Fini, nonostante tutto)
    Quante volte ho detto che “non è abbastanza”?

    Concordo soprattutto con la tesi che l’opposizione non ha niente di costruttivo, e questo genera sconforto in chi crede nella politica (non questa politica)
    Ciao Antonio, sto elaborando un post su questo argomento.

  3. Ecco, se fosse necessario descrivere cosa esprime una Fede religiosa come l’Islam, questa ne è il contenuto.
    Guerra Santa….. mah!
    Il problema, caro Antonio, non è il fatto in se stesso, che addebitato a un pazzo sarebbe insignificante, ma questo “pazzo” è il Capo di uno Stato Islamico, e come in molti Stati Islamici il Corano è la Legge fondamentale dello Stato (la loro Costituzione) che applicano “in toto”
    Ma questo “invito” non suscita lo sdegno e la presa d’atto di quanti inveiscono contro il Cristianesimo, “colpevole” di interferire con lo Stato Laico.

  4. Enrico, qualcuno ho visto che invece qualche ripensamento sulla ”dimensione” del fenomeno lo sta avendo. Però ancora con molte riserve. Legittime per carità, anche se penso che certe volte bisogna affrontare le situazioni per compartimenti stagni, non è sempre un approccio sbagliato.
    Ora c’è questa situazione per intenderci, altre hanno altri sviluppi e non per forza bisogna mescolarle. E’ come dire che non condanno qualcuno perchè aspetta un bambino. Intanto condanno senza se e senza ma, poi bado al bambino con altri provvedimenti. Non so se sono chiaro.
    Sono pronto a discuterne.
    Intanto vediamo se tra una mezzoretta riesco a pubblicare le mie considerazioni.
    Per ora un saluto a te.

  5. Io non credo ci siano guerre da fare su questo argomento.
    Io prospetto altre strade.
    Una potrebbe essere l’umile riflessione e l’approfondimento di temi che non si conoscono.
    L’altra, collegata alla prima, prevede di non affrontare un minestrone di argomenti per rafforzare la propria idea. Se ci mettiamo a discutere di crociate non serve a nulla, perchè l’occidente va per la sua strada e qui non c’è di mezzo la supremazia di un territorio, ma la supremazia di un ‘immagine della società basata sulla visione coranica. Cosa che tutti i musulmani perseguono, c’è poco da discutere. Sarebbe sciocco, anche da parte mia, farne una discussione tra principi cristiani (laici) e laicisti, perchè questa come tutte le altre nei decenni, è una arrogante presa di posizione verso tutto l’occidente e la visione democratica della società.
    Ecco perchè auspico che i ”sopisti” si sveglino e vengano fuori da anacronistiche contrapposizioni.

  6. la guerra santa, gheddafi è al delirio,. ma il problema e che molti potrebbero darli pure retta…. sentirsi autorizzati a…

    Scritto da : parlacomeme | venerdì, 26 febbraio 2010

    Si si sentiranno in molti autorizzati, ci sguazzeranno, e chi pronuncia quelle parole lo sa bene. Hai sintetizzato quello che avevo in mente.

  7. Non mi importa tanto che alcuni si ricredano, ciò sarebbe solo una soddisfazione effimera…Vorrei ci fosse una consapevolezza generalizzata e cosciente. Il problema è che si sono create correnti ideologiche nuove e ancora non se ne è presa coscienza. E lo sai, le correnti sono destinate a scontrarsi, per decenni, prima che si cominci a dialogare sulla realtà lasciando perdere le proprie ambizioni e il proprio orgoglio.

  8. Intanto continua l’integrazione dei cristiani in altri stati:

    Liberia: scontri tra cristiani e musulmani
    26 Febbraio 2010 16:31 ESTERI

    MONROVIA – La morte di una studentessa cristiana ha scatenato scontri e violenze nella provincia di Lofa. La rappresaglia e’ stata immediata. La rabbia si e’ impadronita di altri studenti, che hanno dato fuoco a una moschea a Konean, e per reazione i musulmani di Voinjama hanno incendiato diverse chiese e una missione cattolica. La polizia e’ impegnata a riprendere il controllo del territorio.

  9. Riesco a passare solo per lasciarti il mio buon week end.
    Nei prossimi giorni dovrei tornare a leggere e ad informarmi delle novità bloggistiche 😉
    Ciao, caro Antonio 🙂
    Imperf

  10. grazie dell’apprezzamento, e vedo che concordiamo appieno su molti punti, e una cosa mi stupisce, quando faccio notare a qualcuno che dopo la battaglia di poiters furono le crociate ad evitare l’occupazione dell’europa, tutto il resto laicita inclusa e conseguenziale si incazzano…

  11. Si solo un pugno maledetto di km mi separa dalla Svizzera, ma amen…vediamo di costituire un cantone italiano….
    Concordo sulla tua analisi (ammetto di non aver letto l’articolo) e aggiungo che tra l’islamismo ed il cristianesimo ci sta un abisso grande come quello che c’è tra italia e svizzera…a prima vista parrebbe più orgoglioso essere islamici, ma poi invece sovviene che (pur coi suoi difetti di forma alle volte assordanti) sia meglio essere cristiani…a presto Antonio…

  12. Ciao Antonio.
    Allora, cerchiamo dì fare il punto della situazione.
    In una guerra convenzionale, la strategia che segue un aggressore, oltre a cercare di essere numericamente e qualitativamente superiore al “nemico”, è quella di intervenire nella psicologia del nemico, cercando dele crepe in cui inserirsi e creare un secondo fronte da cui sviluppare un consenso interno (per lui) ma sorattutto un “appoggio logistico”, (anche nella Germania nazista fu così, rappresentato molto bene con l’operazione Walkiria).
    Bene, se diamo per scontato che l’Islam fondamentalista ha come missione mire espansionistiche attraverso l’occupazione e l’eliminazione fisica degli infedeli (e non credo che ci siano dubbi su questo), trova il suo migliore alleato in quelli che sono critici nei confronti del radicamento delle religioni monoteistiche avverse all’Islam stesso (questa è logica), come il Cristianesimo (non il Cattolicesimo, in quanto è Cristo il loro nemico).
    Da duemila anni è in atto questa missione, e negli anni non è mai cambiata la logica di questa missione: distruzione e sopraffazione.
    Sono cambiati i mezzi ma non gli eserciti.
    Ma questo esercito, essendo numericamente scarso, agisce sul “consenso”, che trova nelle ipotesi di libertà e nel diritto alla “laicità”.
    Nel post hai rimarcato benissimo come difendersi: sono i mussulmani moderati che devono far sentire la propria voce, perchè sono loro i primi a subirne le conseguenze, sempre che siano veramente moderati; proprio perchè i migliori alleati del fondamentalismo sono (paradossalmente) i laici e i difensori del diritto.

  13. Ciao, grazie di essere passato da me…..dovresti essere fiero di essere una “capretta cinese” vuol dire che sei un artista, intelligente, sensibile, creativo, seducente ed estroso, profondamente esteta e al contempo inflessibile nel portare avanti le proprie idee….ti pare poco????
    Ho letto con attenzione il tuo post, l’argomento molto più serio e impegnato del mio meritava un’analisi attenta….. Il problema da te esposto è delicato, non dovrebbe essere sottovalutato dal mondo politico occidentale in quanto il “proclama” di Gheddafi contiene chiari segni di monito che vanno ben oltre la negazione dell’innalzamento di qualche minareto in territorio svizzero…temo,e non per pessimismo ma per altri motivi, che se non lo afferrano per il verso giusto può portare a conseguenze anche di natura offensiva.

  14. Weeeeeeeeeeee Antonio,
    che bella sorpresa!!!!!!
    Sono felicissimo di averti letto, e manco a farlo apposta guarda qua che bel post che mi trovo a commentare.
    L’argomento è spinoso e merita riflessioni che vanno oltre un mero commento.
    Tenterò comunque di dare in breve un mio pensiero:
    – il fondamentalismo Islamico è un fenomeno che non può essere combatuto esclusivamente con le armi, anzi… Secondo me va contrastato con metodo della responsabilità personale. Mi spiego meglio: il fondamentalismo islamico fa affidamento sul senso di appartenenza creando nell’individuo una sorta di “obbligo” nei confronti della comunità di appartenenza (islam) a discapito della propria persona. Noi dobbiamo contraporre a ciò la logica della responsabilità personale, smettendo di fare associazioni di idee fin troppo “facili”. Cioè dobbiamo affrontare “l’argomento” in termini individualistici.
    L’integrazione stessa va fatta individuo per individuo, non comunità per communità. In questo il popolo è avanti anni luce in confronto alle istituzioni.
    Si, perchè esiste un processo di integrazione spontanea, quindi non indotta, che applica questo principio: “io accetto colui che rendo meritevole a prescindere dalla sua nazionalità, cultura e/o religione”.
    Ci sarebbe molto altro….

  15. Moreno sono d’accordissimo con te. Il problema però sorge anche in maniera inversa.
    Non bisogna fare associazioni di idee troppo facili, ma nemmeno avere carenze di idee, anzi proprio di cognizione e conoscenza di un problema.
    Invece nei paesi occidentali, quindi pure in Italia, si tende a negare il problema come se alla sola negazione possa conseguire la rimozione.
    In senso inverso vedo pure il problema che poni sull’importanza dell’individuo e delle sue responsabilità.
    Ormai sarebbe stucchevole rimarcare il fatto che l’integrazione deve essere voluta reciprocamente e che bisogna individuare chi effettivamente non la vuole. Tu hai espresso bene questo punto Moreno. Ma l’individuo io credo sia figlio di una comunità, spesso non è solo vittima, ma partecipa dell’orgoglio culturale e di appartenenza. Allora gli strumenti in campo devono essere più ampi, specifici. Quindi non capisco i club che in maniera sprovveduta ”slogheggiano” buonismi come se ci fossero buoni e cattivi sempre e comunque. Non penso hce cosi si integri nessuno o si possano creare presupposti di convivenza civile. Le cose vanno studiate, chiamate col loro nome, conosciute e non taciute. Non bisogna spaventarsi ne preoccuparsi, ma occuparsene nella verità.
    Perchè nella verità dei fatti, la maggior parte dei ”cantastorie” non ha e non avrà a che fare quotidianamente con nessuna difficoltà causata dagli effetti collaterali della cultura islamica. Per di più c’è chi se ne frega altamente di comprendere, perchè l’Islam è solo il pretesto (per moti italiani) per dare addosso alla Chiesa, ai cattolici e fare grossolane e stupide comparazioni con episodi storici mal studiati ma sempre utili da rispolverare all’uopo.
    Ogni giorno di più ci accorgeremo che la coscienza non è solo il buonismo, ma il prendere coscienza della verità dei fatti per interpretarli, affrontarli, assorbirli.
    Hai ragione infine sul fatto che molti individui sono vittime delle comunità, che ne controllano la vita, le scelte, siano esse politiche, religiose, culturali, famigliari, economiche…
    E’ un dramma che io spesso racconto, ma non entra nelle orecchie di chi vuole etichettare come xenofobo chi semplicemente non nega un problema esistente enorme e complicato che ha riflessi drammatici innanzitutto per coloro che vogliono integrarsi (figlie, mogli, giovani). Gli strumenti li deve trovare il governo, le opposizioni, ognuno di noi. Ma quando arriva la semplice proposta di creare un registro per gli imam e un certificato di idoneità, o l’uso della lingua italiana per comprendere i sermoni, ecco apparire i multicolor e i piazzaioli.
    Una domanda (non certo a te):
    Chi stiamo danneggiando?
    Se non tutti gli immigrati islamici sono ”sbagliati” (sarebbe assurdo), mi sembra altrettanto fondamentalista affermare che tutti sono buoni e il problema non esiste.
    Andiamolo a dire alle donne sfregiate, recluse, vessate, uccise IN ITALIA E IN EUROPA perchè VOGLIONO integrarsi, vogliono mettere un semplice jeans
    Mi diranno come sempre: Anche gli italiani uccidono…
    Purtroppo il mio italiano non sempre è chiaro e comprensibile e la mia pazienza vacilla dopo tanti giri di parole per tornare a parlare del nulla.
    Un caro saluto Moreno, è un piacere conversare di nuovo con te.
    antonio.

  16. dif
    che dirti, sono ovviamente contento che ci sia chi ha compreso pienamente il senso del mio post e il senso di quello che accade o potrà accadere.
    come dicevo a moreno, poco fa, purtroppo la coscienza serve agli europei e quindi agli italiani, solo per portarla in processione rivestita di buonismo, non per comprendere e prendere ”coscienza”.

  17. E’ il nocciolo del celebre dfiscorso del papa a Ratisbona: il Dio cristiano è razionale, ragionevole, si autolega alla Ragione, quello Islamico no, è un insieme di precetti da accettare o da rigettare ma comunque non da capire.

    L’osteria volante

  18. Hai ragione Antonio, questo scritto è molto importante e l’ho postato apposta, per mettere chiarezza in molte cose.
    Dal momento poi, che l’autore cita persone con tanto di nomi e cognomi e incarichi, cita date, libri..insomma, mi è parso un documento onesto, come se ne vedono pochi in giro.
    Un documento che non fa sconti a nessuno, ma in maniera chiara, distrubuisce le varie responsabilità

    Come non soffermarsi a riflettere infatti, sulle righe dove ci parla di una Germania rasa al suolo, i campi di concentramento non furono sfiorati? E le ferrovie?
    In una guerra, non sono forse le ferrorie, insieme ai ponti le prime a saltare in aria?

    E come non riflettere su queste righe :
    “Fino a quando Mussolini ebbe il pieno controllo dell’Italia, questo fino al 25 luglio del ’43, nessun ebreo fu deportato in Germania”

    Righe imbarazzanti certo, per chi di destra non è.
    Ma la storia, la scrivono i vincitori, lo sapevamo no?
    Quante volte l’abbiamo detto?
    E’ stato facile a guerra finita, coprire, insabbiare, accusare altri di colpe che erano di tutti, comprese le altre Nazioni.
    La storia va riscritta, senza sconti per nessuno, con onestà e chiarezza. E sarebbe pure ora.
    Che la panzana dei partigiani buoni e puri, non regge più molto, come dimostrano ormai molti testi ( Pansa ecc)
    Rimane il problema principale, quello di trovare PERSONE ONESTE, capaci di non omettere nulla.

    Hai fatto bene a menzionare l’Islam, la storia continua, e continua pure la stessa omertà ideologica di chi, ancor oggi, negherebbe uccisioni e quant’altro, pur di stare dalla loro parte, pur di stare contro i cattolici. C’ è gente che non imparerà mai.
    Ti lascio un abbraccio, 🙂
    Ros

  19. Vedi Antonio,
    ci sono passaggi dove diciamop le stesse cose e altri dove rischiamo di fraintenderci a vicenda.
    Sono convinto che sia tu che io e tutti le persone di buona volontà vorrebbero di fatto separare il concetto della responsabilità individuale dalla appartenenza o meno ad una communità quale essa sia.
    Con questo volgio dire che nel totale libero arbitrio: se un islamico decide di non ragionare con la propria testa e di sottostare ai propri dogmi religiosi e fa azioni in contrasto con le nostre leggi, per me è “responsabilità individuale”. Io non accetto l’alibi “quella è la sua cultura”.
    Io sono un tipo tollerante e tollero tutto ciò che è oggettivamente tollerabile, ma tutto ha un confine. Finchè rientri in questo confine avrai il mio rispetto, oltre avrai la mia reazione (sicuramente proporzionata).

  20. …concordo col tuo commento, ma ti ricordo che un amico definiva i giornalisti pennivendoli…non conosco i tratti di Galli ma di certo è uno di quelli che hanno creto le tre facce delle bestie da ingrassare…buona serata…

  21. Ciao Antonio, volevo intervenire sulla discussione che ha aperto Moreno, che saluto.
    Moreno dice che le responsabilità sono individuali e su questo sono d’accordo in linea di principio.
    Ma quando si rivendica come diritto, la libertà di vivere in una società secondo i propri costumi, appellandosi al diritto/dovere di seguire gli obblighi della propria religione, non si può non tener conto che le rivendicazioni sono “organizzate”.
    I reati restano individuali, le responsabilità forse non lo sono.

  22. @ Enrico,
    ciao carissimo.
    Credo di non aver precisato bene il mio concetto, che tu nel tuo commento in sostanza precisi.
    Io volevo sottolineare come al lato pratico (sfido chiunque a contradirmi) ogni persona applica, al di là della propria cultura quello che è il libero arbitrio. Ciò può anche consistere nel decidere di sottostare in modo totale ai dogmi della propria religione. Questa decisione lo rende responsabile individualmente di ciò che farà in nome e per conto del proprio credo senza l’alibi dell’influenza nefasta che questo può avere.

  23. PS: se io decido di diventare mafioso quello che faccio è frutto della mia decisione, non del fatto che esiste la mafia.
    Se io decido diventare bigotto, la colpa è mia, non dei dogmi religiosi….

  24. Moreno, sono d’accordo con te in linea di massima ma mi associo ad Enrico nella visione di insieme…il problema è più complicato di cosi.
    Non stiamo parlando di immigrazione in questo post, ne di integrazione.
    Stiamo parlando della cultura islamica che con tutti i mezzi, propagandistici, economici (l’Europa è suscettibile al tema), politici, giuridici, ricatto morale….sta snaturando le basi dei nostri sistemi giuridici e costituzionali.
    In Inghilterra (e il male di un blog è che bisogna rimarcare cose dette in precedenza) c’è già attivo il tribunale islamico che applica la Sharia per certe cause processuali. E’ nel sistema giuridico. E tanto è efficiente (ma applica la Sharia ripeto) che l’Inghilterra delega alcuni casi civili a questo tribunale. Non è il futuro, è proprio il passato…
    Allora non stiamo parlando dell’individuo che si integra e basta…perchè possono pure integrarsi bene in miliardi in Europa, ma il risultato democratico sarebbe l’istiuzione della loro identità nelle costituzioni e nelle leggi. Già ora, IN ITALIA, i giudici emettono sentenze AD HOC…solo per loro, escusive, molto sensibili alle loro tradizioni e le leggi coraniche.
    NOn si può fare niente, la democrazia è democrazia, non si discute…è inevitabile..
    Ma nessuno può impedirmi di essere preoccupato.
    NOi occidentali abbiamo fatto casino per i minareti in Svizzera (che può fare come Stato Sovrano quel cacchio che le pare), ma non facciamo mai una fiaccolata con dei fiammiferini per le Chiese distrutte la dove erano da secoli, o per i cristiani trucidati nel mondo islamico e induista.
    Questo è un gioco sporco che gioco non è, e io mi infurio perchè tendiamo ad abbassare toni che non alziamo noi e ci diamo colpe che non abbiamo, fino a chiamarci razzisti e xenofobi. Noi????
    Ma si leva mai un grido di protesta dal mondo islamico per le aberranti opere dei loro fratelli o per prendere le distanze dai folli proclami???
    Questo intendo con il mio post.

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