Inferno – Canto XXIII. Falsi e ipocriti

Là giù trovammo una gente dipinta
che giva intorno assai con lenti passi,
piangendo e nel sembiante stanca e vinta.”

(vv. 58-60)

I dannati sono dipinti cioè coperti da un’abbagliante doratura, e se ne vanno con passi lentissimi piangendo…I dannati, “intenti al tristo pianto” camminavano così lenti che a ogni nuovo passo i due si ritrovavano a superare e affiancare già qualcuno di diverso. L’atmosfera di questo canto è stata definita talvolta come conventuale,  infatti la bolgia viene definita ai versi 91-92 “collegio (una comunità di ipocriti).

Il contrappasso di questi dannati (si scoprirà presto che sono gli ipocriti) consiste nell’analogia rispetto alla loro condotta in vita: all’esterno mostravano una splendida figura, covando nel loro interno il loro cupo pensiero reale.

”… Quel confitto che tu miri,
consigliò i Farisei che convenia
porre un uom per lo popolo a’ martiri.”

 (vv. 115-117)

Caifa, dunque, è per Dante, insieme al suocero Anna ed ai sacerdoti del sinedrio di Gerusalemme, il modello dell’ipocrita a tal punto che viene reso parte stessa della pena infernale: gli altri ipocriti, infatti, scontando la loro colpa, calpestano Caifa inchiodato a terra “disteso in croce / tanto vilmente ne l’etterno essilio” (Inf. XXIII, 125-126), in una condizione dolorosa quanto degradante.

Più avanti nel canto XXIII, (vv. 142–144) il Catalano rispondendo a Virgilio fa una digressione sul diavolo e la menzogna.

E ‘l frate: «Io udi’ già dire a Bologna
del diavol vizi assai, tra’ quali udi’
ch’elli è bugiardo, e padre di menzogna».

Immagine: Ipocriti che avanzano…

fonti :

http://www.ladante.it,

http://wikipedia.it

http://www.bolognaracconta.com

713px-Inferno_Canto_23_verses_92-94.jpg

Inferno – Canto XXIII. Falsi e ipocritiultima modifica: 2010-02-23T15:25:00+01:00da antonio.r
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6 pensieri su “Inferno – Canto XXIII. Falsi e ipocriti

  1. Gli ipocriti mostrano la loro “abbagliante doratura” solo a chi li conosce da poco…
    Solo a chi conosce UNA solo delle loro case …..
    Gli ipocriti, non riescono a ingannare chi li conosce da tempo e sa di quante zozzerie si sono macchiati e continuano a macchiarsi.
    Ma soprattuto chi li consosce da tempo, conosce bene le altre 20 CASE, sai quelle zozze, piene di melma, di odio, quelle che non mostrano certo a “nuovi avventori”. Se ne guardano bene gli ipocriti, continuando a mostrarsi splendenti agli ingenui.

    Ma a volte, si supera ogni limite, è talmente tanta l’ipocrisia, la falsità, le bugie dette, il rivoltare la verità, il dire una cosa tacendone un’altra, facendo la vittima quando si è carnefice da sempre, che si rimane tutti senza parole….

    Perchè senza parole rimane chi ha un minimo di dignità, chi nonostante la diversità di vedute continua a essere un uomo onesto…davanti ad esseri tanto ipocriti, si rimane sbigottiti. Tutti. Meno l’ipocrita.

  2. ciao Antonio, non ricordavo questo passo, ma non mi stupisce che dante abbia preso a modello i “sepolcri imbiancati”… che definizione magistrale… uno come dante non se la sarebbemai lasciata sfuggire… letto abbastanza sgomento il post precedente e che dire… giusta la scelta delle autorità, ma forse le gerarchie religiose indu percepisco davvero che il cristianesimo avanza dirompente in india.. e fa paura..un immagine cosi è stata deliberatamente concepita per offendere e generare odio, ma più lo perseguitano e più avanza… non so se sai qualcosa della persecuzione del 18 secolo in giappone, colpì migliaia di persone, credo citta intere, è un altro avvenimento sconosciuto della storia, un altro dei lavori che vorrei fare…

  3. E’ vero, questo template è molto bello e ben fatto…perchè non provi a mettere la scritta dello stesso colore degli occhiali? Secondo me, verrebbe chicchissimo…

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