DEMOCRAZIA s.r.l.

«La democrazia non è un credo, ma una tecnica» Primo Levi

”L’altro giorno qualcuno mi ha spiegato la differenza tra democrazia e democrazia popolare. È la stessa differenza che passa tra una camicia e una camicia di forza.”       (Ronald Reagan)

democrazia.jpgL’amico Enrico mi ha ‘‘provocato” sul concetto di democrazia. Provo ad esporre il mio pensiero, e in quanto pensiero e non concetto non vuole essere nulla se non una riflessione, come se la facessi allo specchio, senza altre pretese. Non so da dove parto e dove arriverò.

Ho sempre pensato che la democrazia non sia un sistema perfetto, ma al contrario ad alto indice di perfettibilità.
Come tutte le conquiste, le scoperte, i traguardi di quell’essere bipede che è l’uomo, ha bisogno di aggiornamenti, revisioni, discussione, rivoluzioni, riflessione.
Mettici che secondo me l’essere bipede non è cambiato se non nella sua illusione di civiltà, da quando andava a caccia e viveva come un animale che necessitava di un capo affidabile e di punti fermi e forti, imprescindibili, che vanno oltre la ”ragione” o le ragioni di circostanza. Gli istinti sono gli stessi, come la sua inaffidabilità e l’imprevedibilità.
Dalla innaffidabilità e imprevedibilità non può venir fuori quacosa di compiuto, di finito, ma solo dei tentativi, dei barlumi di lucidità in cui l’uomo cerca un’ancora, una tana sicura, un giaciglio per riposare. La politica, in fondo, è solo la proiezione in chiave moderna di regole primitive, e il tentativo di ristabilire un ordine innato.

Nella società moderna, ma direi da vari millenni, l’uomo ha capito che non può vincere gli istinti più innati, li è nata la civiltà. Una civiltà che rinnega l’istinto e parla di limiti. Ma limiti a che cosa? Dove non può andare? Cosa lo ostacola e in che? Ha dei limiti o il limite è nel modello che gli si vuole appiccicare e che non lo ”com”prende (cioè non lo racchiude in se)?

Oggi più che mai, l’altro è sbagliato, l’altro è un animale, l’altro è un ottuso, l’altro è pericoloso, l’altro è un tiranno e cosi via fino a contare sette miliardi di affermazioni sull’altro, eppure in quei sette miliardi io non ci sono, tu non ci sei, noi non ci siamo, voi non ci siete. C’è lui e ci sono loro. Tutti lontani da me, perchè io sono civile, io non sono quel bipede, io i miei istinti scorretti li ho abbandonati millenni fa.

L’uomo ammazza per vendere grasso umano di contrabbando e lo fa in società, violenta e sottomette bambini e crea un sistema per farlo, sfrutta i deboli e li schiavizza e lo fa in gruppo, delinque e ammazza e froda e lo fa in clan, specula sulla morte e sulle guerre e lo fa in associazione, sottomette milioni di persone e lo fa come Repubblica. Poi ci sono milioni di singoli perfetti, perchè non sono in nessuno dei gruppi precedenti. Oh, sicuramente questi non giudicano, sono buoni, amano il dialogo, ripudiano la violenza verbale, la prepotenza e morirebbero per la libertà dell’altro, per la libertà di stampa che GLI ALTRI minacciano, per il prossimo. Ma siamo davvero sicuri che l’uomo sia cosi degno di fiducia da esprimere un voto? La gente che ho elencato si aggira intorno ai sette miliardi, sette miliardi di limiti e i limiti sono nella comprensione dell’essere umano. Cioè sotto gli occhi. Abbiamo idealizzato l’uomo, lo abbiamo reso un modello, lo abbiamo creato prima su argilla, poi su pergamena, poi sui libri, poi in Tv e infine, per ora, al Pc. Ci siamo cosi esaltati da pensare di essere degni di fiducia e che il male non fa parte di noi ma è una malattia che i nostri solidi sistemi tengono fuori, sotto controllo. Anche le guerre, sono una malattia di pochi uomini. Ma tanti pochi uomini nella storia non fanno troppi uomini?

Le monarchie. Ormai è consolidato che le monarchie siano un sistema sbagliato. Non sarà che è sbagliato il capobranco e invece il sistema sia un’opportunità? Per dire. La mancanza di giustizia, di eguaglianza, di libertà non deriva forse da un uomo e dai suoi istinti? Altrimenti basta trovare l’uomo giusto e il sistema va da se che diventa ”giusto”. Il tiranno, nella sua breve vita, pensa forse a preparare il terreno ad un’altra tirannia o pensa a soddisfare le proprie manie e i propri istinti? Cosi è nella classe politica. Possiamo realisticamente pensare che il politico sia un extraterrestre che prepara un piano che va oltre se stesso e la propria vita finita, o forse l’uomo porta con se la propria inaffidabilità innata, i propri limiti e i propri istinti?

Mancano gli statisti. E sono d’accordo in parte. Ma in sostanza, mancano gli uomini da guidare, perchè se la democrazia non parte da ognuno, non è democrazia, ma un modello in cui nessuno si riconosce. Abbiamo sette miliardi di democrazie e sette miliardi di tirannie, e da questo non può derivare un modello soddisfacente e funzionante. Solo dalla consapevolezza possiamo partire. La consapevolezza è l’unico modello degno di fiducia. La consapevolezza che la libertà non è un bene spendibile per i miei istinti ma una concessione con la condizionale, che la democrazia non è la mia monarchia ma il regno della giustizia, che l’uguaglianza non è il riscatto dei miei limiti ma delle mie differenze. Che la fratellanza non è una mia concessione, ma un obbligo da cui deriva la MIA libertà, la MIA uguaglianza, la giustizia.

Se non dico falsa testimonianza, come il mio istinto mi dice di fare, è per la consapevolezza che quest’istinto ce l’hanno tutti e a me farebbe male subire la falsa testimonianza. Se non rubo, come la mia natura o la mia condizione mi dice di fare, è perchè odio essere derubato e ho quindi la consapevolezza dell’ingiustizia. Se non uccido, è perchè io ho una vita sola qua in terra, allora rabbrividisco all’idea di spegnere la vita. 

I dieci comandamenti non sono un’imposizione, ma una soluzione sottovalutata e mai pienamente apprezzata a nostra disposizione da tremila anni. E invece cerchiamo il modello e ne costruiamo di fallaci. Fino ad avere diecimila, centomila, un milione di leggi, a seconda della follia di una democrazia.

Un Grande Statista deve conoscere gli uomini e suoi bisogni primari. Lo abbiamo avuto e lo avremmo ancora, se smettessimo di pensare che un’idea o un principio sono validi solo se vengono dal nostro clan o dalle nostre infinite democrazie. Conta la consapevolezza e il risultato, la genialità del principio e i possibili frutti. E la consapevolezza si ottiene se l’uomo la smette di regnare sovrano e solitario, ma si lascia guidare davvero dalla ”ragione”. In gioco non c’è la vittoria di un’idea, ma l’uomo, che non è quello di oggi, ma l’umanità di ieri e di domani, nel suo insieme, nella sua storia e nelle sue potenzialità. Se non arriviamo a questo, allora si che abbiamo dei limiti.

DEMOCRAZIA s.r.l.ultima modifica: 2010-01-21T16:31:00+01:00da antonio.r
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113 pensieri su “DEMOCRAZIA s.r.l.

  1. cazzarola che post!!! eccolo qui l’antonio che conosco, che dire? nessun luminare ha ancora certificato come perfetto un sistema che sia uno, sia esso democratico socialista monarchico libertario ecc.. eccc.. che sia perchè è un essere ancora imperfetto l’uomo democratico? chissà, io dico moriremo di democrazia, essi non avendo radici la democrazia perchè è di tutti, allora come ogni cosa che è a disposizione di troppi, o non è di nessuno, e quindi diventa valore universale, cioè non esclusivo (spero che tu capisca cosa intendo) o è di tutti, e allora ha bisogno di troppe perfezioni per funzionare correttamente ovunque e in ogni tempo, che vuol dire allora democrazia? una condizione dello spirito? forse, un codice delle leggi? troppo semplicistico, una maturazione della coscienza collettiva? non credo, definire la democrazia è come voler intrappolare il tempo dentro una scatola, lo si fa conm l’oroglogio, ma poi l’orologio ha degli ingranaggi che si consumano e cosi allora bisogna cambiare ingranaggi, e cambiando ingranaggi cambiamo anche chi pensa e costruisce l’ingranaggio, ergo nessun codice per quanto perfetto ha la possibilità di essere ovunque e per sempre perfettamente adatto
    madonna che lungo commento ti ho fatto amico mio, concludo dicendo che la democrazia stessa è un pericolo, lo è perchè si può essere dei fondamentalisti democratici, e quando lo si è allora nel suo nome si possono commettere autentici errori

  2. Ciao Antonio, pensavo che per capire bene quello che hai scritto avrei dovuto leggere più volte questo post, invece scorre così piacevole.
    E si! Antonio, dico piacevole perchè è un post di quelli che veramente si cominciano a scrivere e non si sa dove potrebbe finire, soprattutto se viene scritto con la speranza di suscitare almeno qualche riflessione.
    E’ il post di una persona che ha delle aspettative e si sente “stretto” dalla scarsa fantasia di chi le aspettative dovrebbe crearle e non lo fa, di una persona che si sente sconfortato dalla scarsa propensione ad “andare oltre”; ma questo “bipede” ha forgiato un termine che racchiude spesso il proprio modo di essere: Radicalismo; inteso come “portatore dell’unica verità.
    Poni diverse questioni alle quali, se hai avuto modo di notare, ho spesso perseguito nei miei ragionamenti, a volte anche non pienamente compresi e di conseguenza non condivisi. Di come non mi sia mai sentito di appartenere a una “linea di pensiero” ben definita, di non accettare condizionamenti per spirito di gruppo. Ho cercato sempre di scoprire le ragioni del mio modo di essere, e sono sempre in discussione con quello che penso.
    Il modo più sbagliato di essere “bipede” è quello di sentirsi nel giusto, pensando poi di convincere gli altri di essere nel giusto, e se poi quegli altri non si convincono delle tue ragioni …… apriti cielo! Però questi sette miliardi di bipedi sono costituiti in società, e le società devono essere “governate”, e quì ti esprimo il mio concetto di “domocrazia”:
    Ho sempre pensato che la “democrazia” per essere tale, deve essere una “Dittatura perfetta”, con delle regole che in nessun modo devono essere disattese. Sai, fino a qualche tempo fa, facevo un lavoro nel quale avevo delle responsabilità su altre persone; spesso impiegavo tanto tempo per stabilire delle regole, ascoltando le ragioni di tutti, ma una volta stabilite non esistevano tolleranze, perchè ho sempre pensato che “la libertà degli altri finisce dove comincia la mia”.
    L’uomo non ha bisogno di una guida, perchè ognuno di noi ha già la propria coscienza come guida, ma ha bisogno di un “capo” che abbia il carisma per far rispettare “le regole”, insomma “un buon dittatore”.

  3. Ciao Antonio ,lo sai che non ho capito il tuo commento da me ???
    lascio stare cosa ????
    Sei nero ,ma mi piace 🙂

  4. Bravissimooo!!! Molto bello e d’impatto, questo colore scuro mi piace molto, e anche il banner. Tutto molto grintoso, maschio ;-))
    Ma le scritte le hai messe tu?
    Un abbraccio e buona giornata,
    Ros

  5. credo che questo post non stonerebbe di certo su molti “grossi” quotidiani, e scorrevole ma inpegnativo e da parecchio da riflettere, e una risposta deve essere piuttosto ben ponderata, centrato è il passo sulla radicazione in qualcosa, nel “comandamento”, dalla perdita di essi abbiamo guadagnato infinite false verità, a scielta asseconda della bravura dell’oratore, o dell’abilità del media di riferimento, una verità del se, persa per cader preda di ogni ideologia che passa, costretti ad aderirci per colmare il vuoto, la democrazia e meravigliosa ma se non siamo radicati davvero in qualcosa di altro diventa una trappola lucente.
    Ovviamente starò volentieri nella tua lista contatti, contavo di chiederti la stessa cosa, approposito della frase di esordio del post, credo che la prederò senza ritegno!!
    buondi e a presto!!

  6. Beh allora mi sa che sono piu’ scema della battuta !!!!! 😀
    Sai una cosa ,mi sono sempre limitata nel passare da te quando hai riaperto il blog
    perche’ ho pensato che volessi solo commenti inerenti al post (che sarebbe pure logico e giusto) .Essendo io nella fattispecie una divagatrice molesta (nel senso buono del termine ) mi sono un po’ astenuta ….dici che ho fatto male ???
    Senza polemica ,solo per chiarire ,tu sai che ho sempre avuto stima di te nonostante parliamo lingue diverse (in senso di argomenti ) ,per cui levami tu questo dubbio visto che solo tu me lo puoi levare . 🙂

    baci
    kicca

    ps comunque la tua grafica mi piace ….il nero mi piace è aggressivo 🙂

  7. X parlacomeme
    beh, grazie.
    se poi i commenti sono tutti come il tuo, mi impegnerò di certo per mantenere un livello accettabile. €: )
    Prima di sembrare due gay che flirtano, veniamo all’argomento:
    Hai descritto bene il relativismo fondamentalista, il virus della democrazia…anzi il cancro di ogni sistema. La destabilizzazione.
    Per la frase di Reagan, prendi pure.
    Ciao

    X Enrico
    Caro Enrico, hai colto in profondità il senso del post.
    Temevo di aver fatto involontariamente un sermone.
    Sono d’accordo su tutto quello che dici della democrazia. Mi piace l’idea di democrazia come dittatura perfetta. C’è da ragionarci parecchio.
    Un saluto.

  8. Mi piace la nuova “veste”, il nero dà l’idea di un vuoto che deve essere “riempito”.
    E per tornare sul tema del post, credo che proprio questa democrazia “imperfetta”, senza la conduzione di un uomo “deciso”, abbia determinato quello che viviamo da un po’ di anni: l’anarchia assoluta, in termini di “pensiero” e di conseguenti azioni.
    E siamo noi a dover fare qualcosa, nel nostro “piccolo”, perchè sono “i piccoli” che formano una comunità. Ci ragioniamo un po’ su questo?
    A presto!

  9. Ciao Antonio, rispondo al tuo commento da me. Sei stato molto chiaro!! Vorrei, però, che “quel” modo in cui mi sono rivolto ai “difensori” e via dicendo, non fosse preso come un’offesa ma come una provocazione. Se nell’esposizione ho dato modo di essere frainteso, me ne scuso!! Ripeto, non vuole essere un’offesa ma una sollecitazione, sotto forma di provocazione e generata dalla rabbia. Non intendo affatto creare “barricate” ma, semmai, ho provato ad abbattere quelle che ho trovato qua, al mio arrivo!! Naturalmente, ho fallito o quasi!!

    La rabbia, Antonio, nasce dal constatare che chi si “indigna” sono sempre gli stessi, tant’è che li ho anche citati!!! Comunisti, atei ed i soliti critici verso questo Governo!! Chi prova a formulare una “critica” all’operato di questo Governo e nella fattispecie verso questo nuovo “provvedimento”, sono sempre gli stessi. Non è da loro che vorrei sentire cosa hanno da dire sul “processo breve”!! Lo so’ già perché è quello che penso anche io!!!

    Vedi Antonio, hai avuto modo di “capire” che seppur non gradito, io i blog di chi la pensa “diversamente” da me, li vado a visitare perché a me la voglia di comprendere il prossimo, di conoscere e stare a sentire gli altri non me la toglierà mai nessuno!!! Nonostante tutto!!! Inoltre, hai avuto modo di capire che quando “a voi” deve essere riconosciuta la validità di un pensiero, non mi sono mai sottratto dal riconoscerla pubblicamente!!

    Ora, quando ho scritto questo post, mi sono domandato: ma possibile che a “loro” vada sempre bene tutto??? Possibile che non provino mai a “distanziarsi” da ciò che questo Governo fa??? Possibile che nulla li scandalizzi?? Possibile che è questo ciò che vogliono per il Paese in cui vivono?? Non ho trovato alcuna risposta nei “vostri” blog!!

    Da tutto questo è partita la provocazione!!

    Infine, una precisazione: io non intendo affatto difendere la magistratura però non amo essere preso per i fondelli!! Ora, se un Ministro della Giustizia mi viene a dire che con il “processo breve” io non dovrò più aspettare otto anni per veder conclusa una causa civile che ho in corso con la ditta che mi ha installato il mio primo sistema antifurto, non a norma e difettoso… sapendo che il mio avvocato si deve portare anche la carta per fare le fotocopie perché gli uffici giudiziari non hanno neanche quella… be’, io mi sento preso per i fondelli e rischio pure di vedere la mia causa vanificata per “decorrenza dei termini”… mentre per “voi” sembra tutto perfetto e naturale!!! Tutto qua!!!!!

    Buon fine settimana a te e ciao!!

  10. Si ,lo sai ,io se uno mi piace mi piace ,non c’è bisogno che mi ricambi i saluti …ecc.
    sono altre le cose che guardo.
    Mi fa piacere essere nella tua lista …diciamo che lo considero un privilegio 🙂
    Guarda ,prometto di leggere i post (ogni tanto ) e magari di osare pure qualche commento inerente ……ok ???
    Buon week end
    baci
    kicca

  11. … ma infatti, come ho risposto ad Enrico, io non nego affatto che ci debba essere una riforma del sistema giudiziario (e non solo). Però, non la leggo nell’attuale provvedimento in discussione… o meglio, in quel provvedimento ci sono norme che sono “palesemente” formulate per Berlusconi. Nonostante gli “effetti collaterali”. Allora, lo si dica chiaramente, risolviamo stò problema una volta per tutte e pensiamo ai problemi veri!! Inoltre, non ho neanche difeso la “sinistra” o, almeno, non penso di averlo fatto fino ad oggi!!! Se pensi che stò impazzendo per trovare un’alternativa che non sia PDL o PD per le prossime regionali… perché possa cogliermi un fulmine se metto una croce su quei due segni!!!! Piuttosto, annullo la scheda se non trovo alternative!!!

  12. … infine, complimenti per la nuova veste grafica!! Veramente d’impatto!!! Anche per il post, naturalmente con qualche distinuo riferito ai commenti tra te e Enrico!!

    Ma ora vado a cenare che so’ affamato e stanco!!!

  13. Carlo, certo che è un problema. Se si vuole riformare la giustizia c’è di mezzo Berlusconi. Se c’è da far pagare le tasse all’invasore Murdorch c’è di mezzo Mediaset. Se c’è da riformare la costituzione e prevedere maggiori poteri al presidente del consiglio, manco a dirlo c’è Berlusconi…e cosi via.
    Ma se Berlusconi non ci fosse, in se i provvedimenti sarebbero al 90% opportuni. La maggior parte derivano dalla scuola dalemiana per giunta e già Montanelli trent’anni fa parlava di riformare la costituzione, non essendo la Bibbia (che i testimoni di Geova pure hanno avuto l’ardire di modificare).
    Io mica sono di parte perchè mi farei Berlusconi…
    Parliamo di alternative.
    Io non la vedo come te, che non ce ne sono, io le vedo e mi spaventano e mi sconcertano. Ma nello scenario attuale, le cose possono cambiare dall’oggi al domani e magari dopodomani siamo qui a commentare increduli una situazione inattesa.
    Certo adesso, vedo molto più regime e assolutismo nella pretesa di monopolio morale della sinistra, o delle sinistre. Insieme ai giustizialisti, ai padroni della cultura radical chic, all’odio e la rabbiosa spinta golpista di giornali che mascherano altrettanti piani economici di un padroncino abile a mantenersi nell’ombra. Mica scemo, non ha un Di Pietro alle calcagna, meglio il salotto che una poltrona in parlamento, meglio a tavolino che al tavolo del consiglio dei ministri.
    Ecco, mettiamola cosi, lo stato delle cose non soddisfa nessuno, ma nessuno si è mai aspettato che un governo potesse soddisfarlo. Indietro nel tempo meno che mai.
    Io ancora aspetto una presa di posizione forte non nello scontro personale e ideologico, ma delle redini della macchina statale.
    Poi lo Stato, essendo tutt’altro che una macchina, avrebbe bisogno di un chek up culturale e morale, che conviene a tutti, perchè credenti o no, atei o bigotti, tradizionalisti o new age, pagheremo nella società civile le lacune dei singoli e la svendita dei valori e dei principi.
    Non saprei da dove cominciare, fossi al governo. Ma di certo parlaremmo meno di Berlusconi e Di Pietro e faremmo più di Prodi e D’Alema, noi tutti che ci leggiamo qua dentro.
    Fini? Mah…lo vedo patetico. Anni fa, molti anni fa, mi piaceva.
    Spero di non essere stato sconclusionato.

  14. “Mancano gli statisti. E sono d’accordo in parte. Ma in sostanza, mancano gli uomini da guidare, perchè se la democrazia non parte da ognuno, non è democrazia, ma un modello in cui nessuno si riconosce.”
    Questa è una frase che mi piace assai e che utilizzero come “stato” su fb (scusa se non te ne chiedo il permesso, altrettanto per il post che su fb condividerò, perchè merita)…sono convinto che non esissta il sistema perfetto, ma che per andarci vicino ogni sistema debba coinvolgere i 7 miliardi citati…sempre essi lo vogliano, se essi non vogliono la perfezione non sarà mai sfiorata…mantieni il nero che ti dona e cerca lavoro in un giornale….hai la stoffa…

  15. …corretto…
    fbè un mezzo molto più veloce di relazionamento e di condivisione, riguardo ai post sul blog esiste una funzione che li carica direttamente sul profilo di fb, si se hai molti contatti la visibilità aumenta…considera che solo tra i miei contatti ci sono almeno una decina di bloggers (o ex) della ns piattaforma..

  16. I “deboli e gli oppressi” siamo tutti noi, gente comune caro Antonio…

    Debole è l’operaio comune, l’impiegato, il cittadino senza raccomandazioni in paradiso, le donne, i bimbi, i proprietari di un’unica casa per vivere….Senza distinzione di pelle e colore…

    Debole è la donna che lavora, senza colf e tata, che si sbatte dalla mattina alla sera, e magari, quando torna a casa dopo una giornata di lavoro, alle 8 di sera, viene pure stuprata e uccisa..

    Deboli sono le altre donne, costrette a leggere le cazzate di qualche uomo che difende sti delinquenti…messe alla porta, tolte dai link, infastidicono sai?
    ………..

    Debole è chi si trova in mezzo ad una tragedia immensa come un terremoto, senza avere “l’alternativa” di una seconda casa, debole è chi perde il lavoro e non ha miliardi in banca, debole è chi è sfruttato per 20 euro al giorno, debole è chi per “ideali religiosi” muore dentro un grattacielo insieme ad altre 2000 persone.
    Fra i deboli e gli oppressi, ci sono milioni di persone all’apparenza anche normali, anche bianchi, anche italiani…
    un saluto, Ros

  17. La Democrazia in Italia nacque male già nel 1946, perchè decisa solo da una parte degli Italiani e per giunta “preiudizievole”.
    Antonio, tu hai evidenziato uno dei “limiti” della nostra democrazia, con la frase: “vedo molto più regime e assolutismo nella pretesa di monopolio morale della sinistra”…..
    Ebbene, troppi inneggiano al baluardo della demorazia contrapponendo la smania di imporre il proprio modello di democrazia, che è stata la causa di questo sistema imperfetto e sbagliato della nostra Repubblica.
    Bene aver definito la Costituzione “Legge fondamentale dello Stato, alla quale tutte le altre leggi si devono uniformare, ma anche la Costituzione è il frutto della decisione di una classe politica che si è subito divisa, evidenziando come sia stato utile definirla tale.
    Ma la Costituzione non regola la democrazia, anzi la limita, definendo i confini entro i quali si può progredire, ignorando l’effettiva evoluzione della società, anche alla luce dell’adesione a nuove forme di Stato, come l’Unione Europea, e mentre noi italiani restiamo fedeli alla forma repubblicana con il sistema Bicamerale perfetto, la politica è già “andata oltre”, producendo “il Capo indiscusso” del Governo, qualunque sia la maggioranza.
    Alla luce di questo, se il potere spetta al popolo attraverso i propri rappresentanti, allora il sistema elettorale ha sconvolto la Costituzione, nel silenzio generale.
    Ha sconvolto la Costituzione la delocalizzazione delle imprese e del mondo del lavoro (nonostante l’articolo 1)
    Ha sconvolto la Costituzione il Diritto al fine vita;
    Ha sconvolto la Costituzione la nuova concezione della famiglia;
    Ha sconvolto la Costituzione soprattutto il Federalismo fiscale, che ha delegato alle Regioni il sistema sanitario, producendo differenze nelle prestazioni.
    La Costituzione non garantisce l’uguaglianza fra uomo e donna (come dice giustamente Rosanna), nei fatti e soprattutto negli intendimenti.

  18. weeeeeeeeeeee antonyyyyyyy buon giorno noto che enrico mette il dito in alcune piage rigirandolo, epperò è l’ideale democratico iniversale? se lo è allora è globalizzato non credi enrico?

  19. Per Pony.

    Le piaghe ci sono, e per guarirle bisogna usare la medicina giusta.
    Fino ad ora è stato solo messo un cerotto, ma la storia vera è tutta un’altra cosa.
    Ciao ciao

  20. Enrico
    No, non credo si possa mai esaurire la discussione sulla democrazia.
    Oggi Fini ha parlato in maniera netta e condivisibile (credo da parte di tutti).
    Ecco, questo è il punto sul quale dovremmo riflettere:
    Fini oggi mi sta bene, ma può star bene pure alla sinistra, perchè ha parlato di questioni condivisibili e affatto utopiche.
    Credo che la chiave per la democrazia sia questa, la ragionevolezza, andare ad oltranza fino a trovare soluzioni (SOLUZIONI) e non andare a tentoni muovendo le masse come pecoroni.
    La cosa pubblica è pubblica, non è mia, ne tua o di chiunque altro.
    Pure in famiglia si devono trovare degli accordi, ma il bene della famiglia viene prima di tutto, altrimenti meglio che uno faccia i bagagli e construisca la propria casa per conto suo. Finchè si accorgerà di voler costruire esattamente quello da cui è fuggito, perchè il bene comune esiste, ed è sovrano. Altro che le chiacchiere anarchiche di chi parla con i nervi e non con i neuroni.

  21. Ciao Antonio e buon inizio di settimana a te. Sono venuto a “curiosare” ed ho trovato la tua ulteriore risposta, indirizzata a me. Ti ringrazio. Non so’ se considerarmi uno che parla con i nervi e non con i neuroni… però, so’ di aver a lungo discusso, qua come e soprattutto nella vita reale!! Ora, un sentimento che colgo spesso nelle persone con cui mi confronto è la stanchezza che si prova nel sentire continuamente parlare questi signori (i politici) di “grandi riforme” (riconducibili sempre e comunque agli interessi di uno solo), compresa la nostra Costituzione, quando quelle stesse persone sono drammaticamente “occupate” ad affrontare problemi molto più “terra terra” che invece sembrerebbero sconosciuti ai politici di cui sopra.

    Mi riferisco a problemi tipo la sempre crescente difficoltà a far quadrare un bilancio familiare; il sempre crescente timore di perdere il posto di lavoro… oppure a sensazioni tipo la completa mancanza di certezze nel futuro che non è più solamente prerogativa dei giovani “disoccupati o precari” ma anche di chi un lavoro ce l’ha ma sempre più indefinito nei tempi, nelle certezze economiche e, addirittura, senza una meta finale, chiamata una volta “pensione”.

    Un carico di incertezze a cui si aggiunge la percezione di completo “sbando” in cui versano le città in cui viviamo, di un’ambiente sempre più invivibile, di tensioni sociali sempre più evidenti…

    Ora, senza nulla togliere alla necessità di dover riformare la Costituzione… credo che la “gente comune” vorrebbe veder realizzati quei provvedimenti che ridarebbero “certezza” alle loro esistenze!! Almeno, questa è l’impressione che ho ricavato io, da quel confronto che vivo!!

    Certo, poi si può parlare di Costituzione e Democrazia… con una precisazione però: io so’ che la Democrazia è l’unica forma che riconosce i diritti delle minoranze. Io so, anche, che la Costituzione, invece, riconosce i diritti di tutti.

    La gente comune con cui io mi confronto, ha anche un’altro timore… che tutto questo possa essere stravolto con le sbandierate riforme. Oggi, questo Governo dà l’impressione di non considerare affatto le minoranze ovvero coloro che la pensano diversamente. La stessa violenta contrapposizione che esiste nel tessuto sociale tra “chi è prò e chi è contro” sembrerebbe l’esempio più chiaro di… cambiamenti che non vengono compresi appieno dalla gente comune!!

    Quindi, se è pur vero il timore di un’alternativa che non esiste, oggi viviamo la certezza che le aspettative riposte nella politica non siano state soddisfatte. Tra un timore ed una certezza… per fortuna conosco gente comune che è disposta a rischiare per un timore, scartando decisamente le certezze che stanno rendendo sempre più problematica la loro esistenza. Gente che è fuori da qualunque “ideologia”.

    Come anche tu hai affermato, tra la speranza che “…le cose possano cambiare dall’oggi al domani e magari dopodomani siamo qui a commentare increduli una situazione inattesa….” e le certezze che oggi viviamo…. molti scelgono la speranza. L’alternativa c’è!!! Basta mandare questa gente a casa e… poi lavorare ognuno nel nostro piccolo per migliorare la nostra vita. Se va male, chi verrà dopo sarà sottoposto alla stessa convinta critica.

    (P.S.: affermo questo che sembrerebbe contraddire quanto a te espresso la scorsa settimana, proprio dopo una “accesa” discussione con alcuni amici… a cui ho raccontato le mie “angosce” per le prossime regionali. Sono stati loro che, dopo un paio d’ore di discussione, mi hanno fatto riflettere positivamente su tutto questo!! E ti assicuro che due di loro sono stati convinti sostenitori del PDL)

  22. xCarlo
    In linea di massima sarei d’accordo, a parte il grande scoglio che poni di mezzo, cioè mandare a casa un governo legittimamente eletto che nella media dei governi e nelle circostanze contingenti non sfigura affatto (ripeto nella media cui siamo abituati) come un campanilismo (legittimo) porta a credere. Ma domani leggo e rispondo meglio. ciao

  23. Ciao Antonio!!! Non devo essermi espresso chiaramente… purtroppo stanchezza, rabbia e delusione sono un brutto mix!! Quando dico che questo “… governo legittimamente eletto…” va mandato a casa, indendo riferirmi ad altrettante legittime elezioni, quando ci saranno!!! Quindi, se nulla interverrà nel frattempo (crisi di governo) alla scadenza naturale dello stesso!!! Decideranno gli italiani!!! Certo, per come la vedo io dovrebbe succedere anche domani…. ma so bene di avere un piccolo desiderio in un vasto oceano di altrettanti desideri!! Quindi, potrò non riuscire a capire quello che desiderano gli altri… ma tant’è!!!!

    Buon pomeriggio e ciao!!

  24. Carlo
    Deve essere cosi, come dici, libere elezioni e la speranza di un governo migliore, di una coscienza migliore, di uomini migliori.
    Ma porca miseria, può essere che in questo schifo di Stato (non Paese) non si possa mai lavorare intanto che una situazione è presente e bisogna campare di promesse elettorali e speranze nelle legislature ad oltranza?
    Davvero l’opposizione non riesce a spendere più energie e scardinare questo sistema (come in Svizzera toh) e lavorare sulle riforme necessarie, sul fisco, la giustizia, la sanità, etc…?
    Non può essere. Se Berlusconi incentra tutto su di se, diciamo cosi, non ti pare che tutti incentrino tutto su Berlusconi?
    Ma nessuno vuole lavorare per quello per cui è pagato, ”dio buono”?
    Se la smettessero di nominarlo finanche, sarebbero necessari argomenti da presentare all’elettorato, concordi? Da entrambe le parti.
    Allora si, riforme o alle elezioni a casa. Tutti insieme, gli uomini delle camere, compresi Di Pietro e Donati. Tutti.
    Un saluto.

  25. Ciao Antonio e buona giornata!! Senti, ma tu vuoi spargere il sale su una ferita??? Vuoi sentirmi maledire questo fottutissimo PD che dopo la vergognosa storia di Vendola sono sempre più nauseato????

    Siamo fessi noi che “abbocchiamo” alle promesse elettorali e campiamo solamente di quelle!!! Una volta arrivati a meta, questi fanno accordi sottobanco, intrallazzi, cene con banchieri e pranzi con industriali… e noi qua a scannarci su destra e sinistra!!! Per giunta, pronti a votarli nuovamente, dopo rinnovate promesse elettorali… che mai sono state mantenute. Se avessero fatto la metà di quello che TUTTI fino ad oggi avevano promesso, saremmo allo sfascio completo?????

    Ha ragione Grillo, per la miseria!!! Tutti a casa, via il vecchiume che da più di 20 anni ammorba la nostra vita!! Ci vogliono idee nuove, sistemi nuovi, gente nuova…. immacolata, onesta, lontana da banche e mondo economico, non ricattabile, non corruttibile. Programmi elettorali rigidi come contratti, verificati annualmente… e se non fai quello che dico io, a casa subito!!! Stipendi come i nostri, pensione come la prendo io, come me niente doppio e triplo lavoro, al massimo 2 legislature e poi sparisci….

    Antonio, siamo noi che non abbiamo capito nulla…. loro sono dei gran furboni!!! Da questo punto di vista, darei loro una medaglia!!! Hanno compreso bene che fessi ci sono dall’altra parte (me compreso!!!) Qua, se non siamo noi a “cambiare”, da loro, da questa gente che da oltre 20 anni stà lì, non dobbiamo aspettarci nulla!!! Loro, si sono “sistemati” e a noi ci stanno sistemando definitivamente!!!

    Rimane la “critica”!!! Almeno quella esercitiamola tutti… perché devono sapere che dall’altra parte qualcuno che prova “nausea” c’è ancora!!! Ti aspetti che lo facciano anche loro??? Pensa a che punto sono arrivato!!! Lo sai perché l’opposizione ci rimbambisce ripetendo sempre il nome di Berlusconi??? Perché non ha altro da dirci!!!! Ecco che roba è l’opposizione!!!! Come dice Grillo…. un Pi Dì meno elle!!!! Sostanza uguale!!!!

    Scusa lo sfogo… ma è un momento che sono più a sinistra di un estremista!!!

  26. x Carlo
    Uno sfogo è tale che va preso cosi com’è.
    Ragionando però con calma, di fondo hai ragione lo stesso. Però…
    Vedi, io nel commento precedente non ho nominato destre e sinistre, perchè davvero sarebbe sciocco da parte mia, dopo gli inciuci di cui parli pure tu.
    Che ci farebbe altrimenti D’Alema (il sovietico D’Alema) nelle pluri-nomine della destra?
    Detto questo, non sono d’accordo con gli stipendi bassi, no.
    Lo stipendio deve essere in relazione alle responsabilità come le sanzioni in rapporto alle ricadute sociali.
    Accetti diecimila euro (per dire)? Allora firma in basso i dieci anni di carcere se ti becco in concussione, corruzione, peculato, tradimento della Patria, favoreggiamento etc…
    Anche ventimila euro.
    Vediamo quanti accettano degli attuali onorevoli?
    Onorevoli. Anche qui ci andrei piano. Sospenderei questo titolo a tempo indeterminato, fino a trovarne qualcuno onorevole davvero.
    Il titolo lo dovrebbe assegnare il popolo secondo il merito.
    Perchè il popolo italiano è onorevole, il padre di famiglia, la madre che fa sacrifici etc…
    E qui arriviamo al punto che mi sta più a cuore.
    Tu dici di sentirti più a sinistra di un estremista, e va bene, cosi ti senti.
    Ma come vedi il mio estremismo?
    Allora, mettiamoci l’animo in pace, non esiste una rabbia di sinistra e una di destra, perchè mica esiste un animo che anela alla giustizia (di sinistra) e uno che ne parla soltanto (destra).
    Queste sono scorie del passato.
    Vorrei che riflettessimo su questo.

  27. lo so è un lavoretto lungo e pretestuoso, mancano due parti e poi io e gramsci prenderemo strade diverse per un bel pò! tuttavia mi stà servendo a capire un po di cose, rimane il fatto che occorre riequilibrare l’egemonia culturale… senza di essa praticamente si è allo sbando culturale, sottoposti sempre al giudizio di pseudo intellettualie sub sociologi vari!! detto questo qui va tutto bene!!
    buona giornata!!

  28. Non dargli retta ,lui è il grande puffo e vede tutto blu ,cosi sta benissimo ,anzi ti faccio i complimenti ,è davvero una bella immagine 🙂
    Ho letto il post ,non mi azzardo a commentarlo ,ma è stato davvero una bella lettura ,il finale mi è piaciuto davvero tanto .

    ciao
    kicca

  29. Antonio, nel commentare il mio ultimo post, quando hai scritto “…nei lager nazisti e in Cambogia, come nell’ex Jugoslavia e in medioriente, abbiamo creato l’inferno…” credo che tu abbia interpretato appieno il senso dello stesso che non vuole essere una semplice “commemorazione” di rito.

    Ho voluto riprodurre un passaggio del libro di Primo Levi senza ulteriori commenti da parte mia, proprio perché quelle poche righe si possono riferire a tutte quelle azioni in cui l’uomo ha dimostrato di poter portare l’inferno sulla terra. Alle stesse, ho accostato due foto perché, oggi, è dedicato a loro: gli ebrei sterminati nei campi di concentramento nazisti.

    Per rispondere al tuo ultimo commento qua nel tuo blog: scusa ma sono veramente sotto una “botta” di rabbia e, quindi, molte mie espressioni dovranno essere prese… per quello che sono!! Esasperate. Certamente non è un problema di “stipendi”. E’ sentito ora come tale perché i “risultati” non giustificano gli stessi…

    Cercando di ragionare con calma, credo proprio che tu abbia ragione nell’affermare che siamo oramai “accumunati” da uno stesso senso di frustrazione!! Per motivazioni che spesso coincidono, i riferimenti politici sono una gran delusione, i nostri ideali e le nostre aspirazioni disattesi. Forse è anche superata la distinzione “destra/sinistra”: sicuramente per i motivi cui tu accenni.

    Però mi chiedo: l’ideale personale, soggettivo, quello a cui ognuno aspira, risulta anch’esso svincolato da un’ideologia di “riferimento”??? In fondo, storicamente tra destra e sinistra ci sono differenze ideologiche e anche se a guardare i partiti di oggi, sembra scomparso il tutto, personalmente non dovrebbe essere così. Proverò a riflettere su quanto tu dici… ma se intanto hai già delle tue idee, ascolto!!!

  30. Non sia mai ,chi si azzarda a dirglielo ,chissa’ mai che un giorno o l’altro mi insegna pure a me ,ma senza blu pero’ 🙂

    Senti una cosa ,voglio aggiungerti alla mia lista ,preferisci che scrivo solo postcontemporaneo o metto anche ex giornalaio ??? Dimmi tu 🙂

  31. Apprendo con piacere dalla disquisizione fra Carlo e Antonio che finalmente comincia a essere inutile sentirsi “di parte”.
    Da mesi vado ripetendo che è sbagliato sentirsi “di destra” o “di sinistra” semplicemente riferendosi al leader del PD o a Berlusconi.
    Le differenze sono altre e io inseguo quelle; anche se può sembrare paradossale che un leader di destra (come Fini) faccia delle proposte che possono sembrare “di sinistra”, come se la paternità di certe azioni sia vincolante ideologicamente.
    Sono passati troppi anni per sentirsi “di destra o di sinistra” riconducendosi ad Almirante o a Berlinguer, e quelli che ancora lo fanno… beh! non saprei cosa dire.
    Io, (di destra) alle regionali, come ho già detto, voterò Vendola (sinistra radicale); è un peccato? no!, semplicemente perchè vuole che che lo Stato (cioè tutti noi) resti padrone delle risorse idriche; perchè ha scardinato “la casta” e perchè si è dimostrato un candidato voluto “dal basso”, proprio come voglio io e penso il 99% degli elettori.
    Carlo, rifletti, Grillo non è un politico, è un “contestatore come te, me, Antonio e tanti altri; solo che lui sfrutta la maggiore visibilità, e come lui anche Travaglio, Santoro, Fazio, Floris e tanti altri che sfruttano le vicende di Berlusconi per il proprio tornaconto. Votiamo solo i programmi (quelli realizzabili) e riflettiamo su tutto il resto.

  32. Antonio, vorrei rispondere a Enrico, se non ti dispiace. Inoltre, non ho capito dove devo andare a “leggere” il tuo prosieguo di discorso… non lo trovo tra ciò che ho già letto.

    Enrico, credo di aver compreso cosa tu vuoi dire… tuttavia, ciò si intende verso il “riferimento” politico che non è più distinto e chiaro come poteva esserlo una volta (anche negli ideali) per cui oggi puoi sentire Fini difendere gli extracomunitari mentre invece ti aspetteresti la stessa cosa da Bersani che… tace. Hai potuto sentire anche me, tante volte, guardare Fini con interesse.

    Però, a livello personale, non so’ ancora che pensare e devo rifletterci su, per i motivi che ho esposto ad Antonio.

    Infine, Grillo!!! E’ vero ciò che tu dici… ma è anche vero che Grillo, a differenza di tanti contestatori, è pure propositivo. Le liste civiche a 5 stelle sono una realtà politica locale che non può essere liquidata come… contestatrice!!! Basta leggere i programmi delle 65 liste che in tutta Italia si sono costituite!! Dirai che è poca cosa e che il monopolio bipartitico sarà duro da scardinare!!! E’ vero… ma è un’inizio. Infine, dietro Grillo ci sono i Meetup, altra realtà politica che a livello locale è diffusa molto più delle liste civiche. Quindi, se Grillo protesta, i “grillini” hanno capito e passano ai “fatti”!!! Non mi pare male… lunga, difficile ma sicuramente non è un’esperienza che i “politici veri” dovrebbero sottovalutare!!! La gente è stanca di chiacchiere ma soprattutto di gente sempre più lontana dalla sua realtà!!!

  33. Enrico e Carlo
    Sto uscendo
    però lancio un’idea che poi amplierò…in realtà è solo un’ipotesi:
    Non sarà la pigrizia la causa degli arroccamenti ideologici?
    Voglio dire, se dichiaro morta un’ideologia devo ambientarmi diversamente, e costa fatica, devo perfino guardarmi intorno per riconoscere l’ambiente circostante.
    E poi, non sarà che parliamo di Italia dimenticando l’Europa, che sicuramente è una farsa, ma quanto incide questa farsa nella nostra situazione e quanto ha già inciso?
    Un saluto.

  34. mmmiiiiiii…. quanto allarghi il discorso!! Teniamo fuori l’Europa, per ora e se sei d’accordo e cerchiamo di capire prima gli italiani. Sulla “pigrizia” e al “guardarsi attorno” a cui accenni, avrei alcune idee… ma aspetto di capire come le intendi tu, nel momento in cui amplierai questa proposta!!! Nel frattempo rifletto.

    Ciao e buona serata.

  35. Ti ho mandato la foto che mi avevi chiesto. Vai a vedere se ti piace, magari è da rimpicciolire un pochino, vedi tu..
    A presto, Ros

  36. x Enrico.
    Vendola avrà pure scardinato la casta, ma io non lo posso votare.
    Le regioni hanno una certa autonomia nelle questioni etiche, e larghissima nella sanità.
    Un politico non è solo amministratore di ”beni” materiali, ma di principi e di cultura.
    Ora, lui sarà pure molto colto, devo dire un buon figlio di…sempre col pontefice in bocca, il papa dice, etc…
    Quindi, apprezzo quello che dici riguardo la scelta di un riferimento politico al di la delle ideologie, ma Vendola è un caso limite. Non ce la faccio.

    x Rosanna
    Rosanna, il banner va bene, per forza ho dovuto allargarlo un pò, ma devo dire che mi piace, l’immagine rappresenta bene quello che è il blog.
    Non ho saputo fare meglio, ma posso dirmi soddisfatto.

  37. BUONA SERA , SCUSA PER L’ INTRUSIONE , VOLEVO CHIEDERTI SE TU SEI PER LA DEMOCRAZIA O PER LA MONARCHIA E SE NON SIA GIUSTO AVERE 7 MILARDI DI DEMOCREZIE DIVESE CHE CONVIVONO , O SE E’ MEGLIO AVERE UNA DEMOCRAZIA UNIVERSALE .
    .
    SE TI VA’ E SE PUOI , GRADIREI UNA TUA RISPOSTA .
    .
    TI INVIO UN SALUTO .

  38. Ciao Bruno.
    Se ti dico che non lo so per certo, ti deludo troppo?
    Non credo, avrai percepito in questo post una ricerca, più che delle affermazioni.
    7 miliardi di democrazie…possono essere viste come una grande conquista, un grande senso di partecipazione, una grande opportunità.
    Ma non sei d’accordo che possano essere anarchia, immaturità, senso civico incompiuto, dissesto?
    Io non lo so per certo, per questo scrivo un blog e non faccio politica.
    Me la potrei cavare dicendo: ci vuole un equilibrio tra le due visioni (ammesso che siano due) ma sarebbe appunto una scappatoia.
    Ti faccio io una domanda: credi nell’esistenza di valori definibili in maniera assoluta? Anche piccole cose. Non parlo in termini di metafisica, sia ben inteso, sempre di cose tangibili.
    Intanto grazie per il tuo intervento

  39. Riprovo a scrivere ciò che avevo scritto…. 🙁
    Accidenti Antonio,
    POst scorrevolissimo, come mi è capitato poche volte di leggere.
    Tornando a trovarti ho anche capito cosa intendevi dire quando mi hai detto che il tuo blog è “nero” … molto bello.
    Cosa potrei dire su quanto splendidamente riporti?
    Forse che il “bipede” è un essere imperfetto in quanto passibile d’errori.
    La perfezione può arrivare solo facendo funzionare al meglio ciò che è presente nella scatola cranica ma sempre partendo da sè stessi. Da sè stessi inteso come dici tu (in parole povere: mai fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te stesso).
    Coltivare le proprie idee ma non farle crescere in maniera sterile, farle crescere col confronto e maturando il meglio per sè e per gli altri.
    Ecco, forse così.
    Però c’è da dire che la democrazia è il frutto che nasce dall’unione espressa di una comunità di bipedi che, in quanto imperfetti, non possono che far nascere qualcosa di imperfetto (si nota che amo questo termine?).
    Ed ecco che la manifestazione democratica porta sempre qualcuno pronto a criticarne il risultato senza mai arrivare al sano confronto.
    Non so, caro Antonio, forse il mio periodo è troppo nero per vedere la luce, per sapere cosa posso fare nel mio piccolo per rendere il tutto migliore…. non so.
    Ma resta il fatto che è sempre bello leggerti… almeno questo 🙂
    Un caro saluto
    Imperf

  40. Ecco, ho letto ora il commento che mi hai lasciato 🙁
    NUlla contro di te, cosa potrei mai avere contro?
    Sono giorni che aspetto d’essere un pò più in forma per venire da te a leggerti.
    Oggi era la giornata giusta…..

  41. No, vai tranquillo con me. Non è mai successo nulla tra noi, sempre il massimo rispetto. Se c’è stata una incomprensione l’abbiamo sistemata col dialogo, no? E’ la cosa migliore 🙂

  42. L’ho letto ed, in effetti, sembrava una risposta a te…..
    Ma è stato davvero il primo pensiero che ho avuto leggendo quel post….

  43. SI , MI DELUDI SE DICI DI NON SAPERLO PER CERTO , ANCHE SE APPREZZO MOLTO LA TUA ONESTA’ .
    .
    SI , CREDO IN VALORI DEFINIBILI IN MODO ASSOLUTO , PICCOLI VALORI , CHE PER ME VALGONO UNA VITA VISSUTA . NON PUOI IMMAGINARE QUANTA FATICA PER AVERLI , UNA STRADA LUNGA E FATICOSA , PER UNA VIA CHE SI CHIAMA FORMAZIONE .
    .
    IO NON PENSO DI ESSERE UN BIPEDE , MI SONO FORMATO PER ESSERE QUALCOSA IN PIU’ . GIUSTO POSIZIONARE IN ALTO LA TAVOLA DEI DIECI , MA A TALE PROPOSITO , BISOGNA DIRE ANCHE CHE E’ STATA SCOLPITA NELLA PIETRA DA UOMINI ( GIUSTI ? ) . E’ IMPORTANTE SAPERE CHE QUESTA E’ LA NOSTRA UNICA VITA , LA MIA MA ANCHE SUA , LA TUA . IMMAGINA DI VIVERE QUESTO PIANETA DA SOLO ( NOIA ? DEPRESSIONE ? SOLITUDINE ?), PENSA QUANTO SONO IMPORTANTI GLI ALTRI , QUANTO BISOGNO ABBIAMO DEGLI ALTRI . IO ADESSO STO DISQUISENDO CON TE ( AMICIZIA ? COMPAGNIA ? ARRICCHIMENTO ? PASSATEMPO ?) , POI PARLO CON PONY , IERI HO PARLATO CON PARLACONME .
    .
    HO DELLE CERTEZZE MIE , CHE NON SARANNO LE TUE , MA CHE PER ME VALGONO . QUESTA E’ LA MIA DEMOCRAZIA CHE SI CONFRONTA CON LA TUA , IN GIOCO PERMANENTE , FATTO DI CONVENZIONI STABILITE DA TE E DA ME .
    .
    CONTINUIAMO ?
    .
    IO CI STO’ .
    .
    TI RINGRAZIO PER LA TUA GENTILEZZA E PER IL TUO TEMPO .
    .
    UN SALUTO .

  44. Ciao Antonio e buona serata a te. Dopo aver letto tutti i commenti, compreso il tuo, ho voluto rispondere alle tue domande ed ho postato nel mio blog la stessa. Evito di farlo anche qua perché è un bel po’ lunghetta!!

    Credo di aver capito che l’argomento lo “senti” quanto me. E’ per questo che ti assicuro non avere alcuna intenzione di “darti addosso” e, per carità, non devi neanche soccombere se, per caso, dovessi pure avere ragione. Immagino che le tue “convinzioni” nascano da un’approfondita analisi di ciò che in quel territorio accade ed è accaduto, quindi “sono tutt’orecchi”!!!

  45. Bruno, ”non lo so” perchè credo che sia un inizio efficace mettere in dubbio i modelli che conosciamo e dal dubbio partire con una discussione. Ed è quello che è successo infatti nei vari interventi, compreso il tuo.
    Per esempio, Enrico, all’inizio dei commenti ha lanciato un’idea originale che vale la pena discutere, quando dice: ” Ho sempre pensato che la “democrazia” per essere tale, deve essere una “Dittatura perfetta”, con delle regole che in nessun modo devono essere disattese. ”
    Poi Giorgio esprime l’idea di sette miliardi dipersone coinvolte consapevolmente, Carlo pone l’accento su una democrazia che parte dal rispetto delle minoranze, anzi esalta troppo il senso di minoranza a mio parere stravolgendo un pò il concetto di democrazia che sarebbe cosi una ”dittatura” delle minoranze, che non essendo definibili, possono essere pure rappresentate da due persone, o perchè no, dall’individuo.
    Poi tu chiudi il cerchio delle opinioni quando (e tiro un sospiro di sollievo) enfatizzi giustamente i principi assoluti derivanti dalla riflessione storica, personale, antropologica (se non erro).
    Non si può esaurire tutto in una convinzione ideologica.

    «La democrazia non è un credo, ma una tecnica», disse Primo Levi
    Questa frase la metto in cima al post.

  46. oddio, saremo in due allora a fare il meaculpa, approposito ho prenotato il freezer di mia suocera, come ho tempo lo riempio di carne euina, nn si sa mai che sta pazza vinca davvero!! BBUONA SERATA!!

  47. Ciao Antonio. Ho voluto rispondere al tuo ultimo commento, da me. Quando ti va, potrai leggerlo. Per ora, buona notte e ciao!!

  48. NO’ , PONIAMO LE COSE NEL LORO ORDINE .
    .
    CON TUTTO IL RISPETTO PER LEVI , IO NON CREDO CHE LA DEMOCRAZIA SIA UNA TECNICA . SO , CHE PER IL SOLO FATTO CHE SIA STATO DETTO DA LEVI , ASSUME UNA CERTA CREDIBILITA’ . MA IO SONO CONVINTO , E RESTO TALE , CHE LA DEMOCRAZIA SIA UN SISTEMA DI VITA , UN MODO DI GUARDARSI INTORNO .
    .
    GIUSTO QUELLO CHE DICE CARLO ( LA DEMOCRAZIA E’ RISPETTO DELLE MINORANZE ) , NON CREDO CHE CARLO INTENDE , POTERE ALLE MINORANZE , MA VUOLE DIRE DI NON SOFFOCARLE . GIORGIO PENSA AL CONCETTO DI PARTECIPAZIONE ( GIORGIO GABER ) , CHE IO CONDIVIDO , UNA PARTECIPAZIONE CONSAPEVOLE E NEL RISPETTO DELL’ ALTRO , FATTA DI COMPROMESSI ACCETTABILI ( GIUSTO ) .
    .

    CREDO DI INTERPRETARE IL CONCETTO DI DITTATURA PERFETTA , ESPRESSO DA ENRICO , IN UNA SERIE DI REGOLE RIGOROSAMENTE DA RISPETTARE ( UTOPIA ).
    .
    IN OGNI CASO , IO SONO NATO LIBERO E TALE INTENDO MORIRE , PER QUESTO SONO PRONTO A BATTERMI . QUESTO NON E’ IL SOLITO DISCORSO IDEOLOGICO ( SONO PRONTO A BATTERMI PER LA TUA LIBERTA’ ) , MA E’ UN FATTO DI PURO OPPORTUNISMO . IO SO’ CHE NON POTREI ESSERE L’ UNICO ESSERE LIBERO , LA TUA LIBERTA’ MI SERVE PER ESSERE ANCH’ IO LIBERO , QUNDI , PER ESSERE LIBERO ACCETTO DELLE CONVENZIONI ( REGOLE ) . L’ INSIEME DI QUESTE CONVENZIONI , PER ESSERE LIBERI , SI CHIAMA DEMOCRAZIA .
    .
    PERCHE’ LA DEMOCRAZIA NON E’ UNA TECNICA , ANCHE SE POTREBBE ESSERLO ?
    .
    PER IL SEMPLICE FATTO CHE , NOI UOMINI ( NON BIPEDI ) , ABBIAMO LA CAPACITA’ DI ASSIMILARE ED ELABORARE ANALITICAMENTE , TUTTO CIO’ CHE INCONTRIAMO LUNGO IL PERCORSO DELLA NOSTRA ESISTENZA ( CULTURA ) , LA SINTESI DI QUESTO ESTRATTO DI VITA PERCEPITA , ENTRA NEI NOSTRI COSTUMI ( CULTURA ) . QUINDI , QUANDO VIVI LA DEMOCRAZIA , QUESTA NON RESTA UNA PURA TECNICA DI VITA , MA DIVENTA UN MODO DI VIVERE ( CULTURA DELLA DEMOCRAZIA ) .
    .
    CHIEDO SCUSA A LEVI SE NON SONO D’ ACCORDO , MA QUESTO E’ SOLO UN PARTICOLARE .
    .
    GRAZIE PER L’ ATTENZIONE E SCUSA PER IL NOIOSO COMMENTO .
    .
    UN SALUTO .

  49. …la democrazia è uno stato di fatto Bruno, ma è legata ad una frase purtroppo: potere è volere…e se la maggioranza non vuole la democrazia di fatto non esiste..a noi convincere, a gli altri capire..

  50. BRAVO GIORGIO , VOLERE E POTERE .

    .
    GIORGIO , QUI SI STA FACENDO , VOLERE “IL” POTERE .
    .
    QUI BISOGNA RISVEGLIARE GLI ISTINTI , GIUSTAMENTE COME DICE IL CREATORE DEL POST , GLI ISTINTI PRIMORDIALI DI AUTODIFESA . NON SI PUO’ ACCETTARE , CON SUPINA RASSEGNAZIONE , CHE VENGANO MESSI IN DISCUSSIONE I PRINCIPI FONDAMENTALI DEL VIVERE INSIEME . BISOGNA RICOSTITUIRE LE COSCIENZE , RIGENERARE LA DIDATTICA DEMOCRATICA AD OGNI COSTO . QUI SI IPOTIZZA CHE UN REGIME DITTATORIALE , POSSA ESSERE SCAMBIATO PER DEMOCRAZIA .
    .
    QUESTO E’ L’ O.G.M. DELLA CIVILTA’ DEMOCRATICA , SI STANNO COSTITUENDO INTELLIGENZE GENETICAMENTE MANIPOLATE .
    .
    MI SCUSO CON IL PROPRIETARIO DEL BLOG , FORSE TROPPA IRRUENZA .
    .
    BUONA NOTTE ……… ANZI , VISTA L’ ORA ……… BUON GIORNO .

  51. Ciao Antonio, se permetti vorrei riprendere in concetto da me espresso a proposito della “democrazia”.
    Io ho detto che secondo me “la democrazia è una dittatura perfetta” e spiego perchè:
    In diversi commenti ho letto vari intendimenti della democrazia, come “il rispetto delle minoranze, oppure come dice Bruno: comunque sono nato libero e tale voglio morire; bene: allora non è di democrazia che stiamo parlando, ma di “autodeterminazione” o peggio ancora di “anarchia”.
    Secondo me una democrazia deve rispettare i diritti delle minoranze, tutelandoli se necessario, ma non può persare di riteneri determinanti; in sostanza se una democrazia potesse parlare, direbbe dire: “Mi dispiace per te, ma gli interessi della maggioranza sono prevalenti”; e in un contesto democratico non può esistere l’affermazione “sono nato libero e tale voglio continuare”, in quanto i diritti di ognuno devono integrarsi con quelli degli altri.
    Come ho già scritto in un altro commento, la nostra democrazia nasce male già nel 1946, perchè “punitiva verso una parte della popolazione”, e quindi “non democrazia”, aggravata dalla negazione di un diritto delle popolazione future, negando di fatto il “libero pensiero e la libera circolazione”, evidente consapevolezza dell’incapacità di essere democratici.
    La democrazia, come giustamente dice Giorgio, è uno stato di fatto, e noi non siamo in un regime democratico, nonostante da più parti si voglia intendere di esserlo. I ricorsi alla Costituzione, nel corso dei 60 della sua vita hanno rappresentato solo una mistificazione degli interessi dell’una e dell’altra parte politica; il “potere” non è mai stato affidato al popolo, perchè il popolo non ha mai potuto esercitarlo “tramite i suoi raappresentanti”.

    La Democrazia è una serie di regole rispettose dei diritti della maggioranza dei cittadini, non è possibile che lo sia di tutti, e se vogliamo che lo sia dobbiamo sceglierci un altro nome, e forse questo termine esiste già, ed è “Partitocrazia”.

  52. Inolre mi sembra anacronistico e strumentale parlare di democrazia proprio nella fase in cui “il popolo” subisce i propri rappresentanti, subisce i controllori dei propri rapresentanti, subisce i giudicanti dei propri rappresentanti, subisce le leggi riparatrici dei danni dei propri rappresentanti, escludendo le responsabilità dei propri rappresentanti (tutti… dx e sx).

  53. BUONA SERA ENRICO , TUTTO OK ?
    CON IL PERMESSO ( VIRTUALE , VISTO CHE SEMBRA ESSERE MOMENTANEAMENTE ASSENTE ) DI ANTONIO , TI RISPONDO IN MODO DIRETTO .
    .
    IO HO GIA’ ESPRESSO IL MIO PARERE ( E RESTA TALE ) SUL TUO ESPRESSO CONCETTO DI DEMOCREAZIA , DICENDO , CHE E’ BELLO MA CHE E’ UTOPIA .
    .
    ADESSO AGGIUNGI , CHE LA DEMOCRAZIA APPARTIENE ALLA PARTE MAGGIORITARIA . E’ INTERESSANTE COME CONCETTO , MA NON CONDIVIDO .

    .
    RIPETO CHE PER ME , ESISTE UN SOLO MODO DI ESSERE LIBERO , QUELLO DI AGGANGIARMI AD UNA LIBERTA’ COLLETTIVA , FATTA DI CONVENZIONI O DI REGOLE ( SECONDO I GUSTI ) . NIENTE A CHE FARE CON L’ ANARCHIA . L’ ANARCHIA RIPUDIA LE REGOLE , PARTE DA UN CONCETTO DI LIBERTA’ ASSOLUTA , SVINGOLATA DA CONVENZIONI O REGOLE .
    .
    QUANDO DICO CHE E’ GIUSTO IL CONCETTO ESPRESSO DA CARLO ,DICO CHE LE MINORANZE , HANNO DIRITTO DI RAPPRESENTANZA E IL DIRITTO AD OPPORSI ALLA MAGGIORANZA . QUANDO DICO DI ESSERE D’ ACCORDO CON GIORGIO , SUL CONCETTO DI PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA , INTENDO LA PARTECIPAZIONE DEL POPOLO ALLA VITA POLITICA E DECISIONALE , ANCHE DELLE MINORANZE .
    .
    TU PARLI DELLA DEMOCRAZIA COME UNA DITTATURA PERFETTA , IO HO PIU’ VOLTE ESPRESSO ( VAI SUL MIO BLOG O SUI BLOG CHE VISITO , DA QUALCHE PARTE TROVERAI TRACCIA ) IL CONCETTO DI DITTATURA DEMOCRATICA . UNA DITTATURA CON IL VESTITO DEMOCRATICO , LA DITTATURA DEI MEDIA , DEI RAPPRESENTANTI DEL POPOLO AUTOELETTI , DELLE BANCHE GLOBALIZZATE , DELLE LEGGI PER IL SINGOLO E DEL PROCESSO BREVE ECC… .
    .
    VEDI ENRICO , E’ UNA VECCHIA TECNICA ESTRAPOLARE UNA FRASE DA UN CONCETTO , PER FARGLI ASSUMERE UN SIGNIFICATO DIVERSO . PER ME NIENTE DI NUOVO , UN DEJA VU . PER UNO PASSATELLO COME ME , CHE SI E’ DIVERTITO MOLTO A PARLARE DI POLITICA , CERTE TECNICHE , SONO DI USO COMUNE .
    .
    LA DEMOCRAZIA E’ CONVIVENZA , IO VOGLIO ESSERE UN UOMO LIBERO , SO’ , CHE NON POSSO ESSERE L’ UNICO UOMO LIBERO , ACCETTO LA TUA LIBERTA’ , ALL’ INTERNO DI REGOLE , STABILITE INSIEME , CHE PERMETTONO UNA CONVIVENZA DEMOCRATICA .
    .
    SE IO E TE STIAMO A DISCUTERE , E’ SEGNO CHE SI PUO’ ANCORA CREDERE NELLA DEMOCRAZIA .
    .
    SCUSA LE CHIACCHIERE , TI INVIO UN SALUTO ( VIENI A FARMI VISITA ) .
    .
    CHIEDO SCUSA ANCHE AD ANTONIO PER IL DISTURBO , E ALLARGO I SALUTI

  54. Ciao Bruno, io parlo di “Dittatura perfetta” e non di “Dittatura democratica”, definendo il concetto di Democrazia come un insieme di regole precise, non interpretabili, nelle quali la società deve muoversi senza debordare, perchè lo sconfinamento al di fuori delle regole incide sulle libertà degli altri. Ovviamente questo concetto di democrazia non esiste, ed ritengo giusta anche l’osservazione di Carlo, relativa ai diritti delle minoranze; ma l’osservazione più pertinente ritengo sia quella di Giorgio, per cui “la democrazia è uno stato di fatto”.
    La Democrazia è difficile da applicare al genere umano, la si ottiene nella società in cui l’uno rispetta l’altro, la si ottiene dove una persona, prima di fare qualcosa, si chiede se sta dando fastidio a un altro; quindi come tu dici, la democrazia è utopia, ed ecco perchè la democrazia, per essere tale, deve essere una “dittatura perfetta”.
    Una democrazia non è applicabile su vasta scala, perchè troppo diverse sono le differenze tra il popolo. Uno Stato democratico è quello Stato in cui i cittadini hanno uguali diritti, uguali servizi, uguali accessi e uguali opportunità, e già questo produrrebbe le differenze per cui ci sarebbe il più forte e il più debole, per cui i principi della democrazia decadrebbero.

  55. x Bruno
    Ciao
    Io per vari motivi non sono molto presente in questi giorni, ma non ti serve il permesso per intervenire o dialogare, è importante per un blogger sapere di aver suscitato interesse verso un argomento. Lo sai.
    Quindi ringrazio te come tutti gli altri avventori, perchè siete voi alla fine i protagonisti.
    Mi spiace solo non poter leggere tutto e intervenire adesso, mi piacerebbe davvero.
    Ma molto presto….
    Un saluto.

  56. STAI FACENDO DISQUISIZIONI FILOSOFICHE , TENTANDO DI SOSTENERE CON I DENTI LE TUE TEORIE ( FAI BENE ) .
    .
    SE NON FOSSE IL 2010 E PER UNO STRANO GIOCO DEL REALE , FOSSIMO CATAPULTATI NEL 1968 , SARESTI IN CIMA ALLE BARRICATE .
    .
    STIAMO PARLANDO, DEL FATTO CHE LA DEMOCRAZIA E’ UN FATTO PURAMENTE OPPORTUNISTICO , L’ UNICO MODO DI ESSERE , RELATIVAMENTE LIBERI , SENZA INTRALCIARE LA LIBERTA’ ALTRUI .
    .
    UN ESPEDIENTE , SACROSANTO , PER CONVIVERE IN MODO ACCETTABILE , ALL’ INTERNO DI REGOLE CONDIVISE ( A VOLTE ) . LA NOSTRA DEMOCRAZIA E’ LARGAMENTE PERFETTIBILE , POSSIAMO DISCUTERNE , MA E’ SICURAMENTE PREFERIBILE .
    .
    NOI CHE STIAMO A PARLARNE DEI VARI ASPETTI , DOVREMMO PER UN ATTIMO , LASCIARE DA PARTE …………, LA PARTE DI APPARTENENZA E DISCUTERE SERIAMENTE DELLA SUA CONTINUZIONE , OGGI , IN PERICOLO .
    .
    SU COME PERFEZIONARE LA DEMOCRAZIA , SIAMO TUTTI DEI MAESTRI , SU COME DIFENDERLA , SIAMO DEI CO@@òNI .
    .
    STIMATI , 450.000 PROCESSI ESTINTI , TROPPI . TUTTI QUELLI PER INCIDENTI SUL LAVORO . MOLTE MOGLI E MOLTI FIGLI , CHE HANNO VISTO USCIRE IL PROPRIO MARITO/PADRE , UNA FREDDA MATTINA E MAI PIU’ RIENTRARE , NON AVRANNO GIUSTIZIA …………….. DIMMI ENRICO , HAI ANCORA VOGLIA DI PARLARE DI DEMOCRAZIA ?
    .
    PARLIAMO DI PROCESSO BREVE ?
    .
    PARLIAMO DELLO STATO DELLA DEMOCRAZIA IN ITALIA ?
    .
    PLANIAMO UN PO’ PIU’ IN BASSO , NEL MONDO REALE , LASCIANDO PER UN ATTIMO LE DISQUISIZIONI ……………… A VOI , A TUTTI VOI CHE LEGGETE , IL PROCESSO BREVE E’ DEMOCRAZIA ?
    .
    SE PENSATE …….. QUALSIASI COSA PENSATE …… SUL MIO BLOG , SONO MESI CHE NE PARLO .
    .
    DISCUTIAMONE .
    .
    UN SALUTO A TUTTI .

  57. OPS ………. IL COMMENTO SOPRA ERA INDIRIZZATO , RISPETTOSAMENTE ALL’ ATTENZIONE DI ENRICO .
    .
    ADESSO , DOPO AVERLO POSTATO , HO LETTO QUANTO DETTO DA ANTONIO , PRENDO ATTO E RINGRAZIO VIVAMENTE PER L’ OPPORTUNITA’ OFFERTA .
    .
    UN SALUTO AD ENRICO , AD ANTONIO E A TUTTI QUELLI CHE INCIAMPANO NEI MIEI NOIOSI COMMENTI .

  58. Bruno, eccomi. Ti saluto.
    Andiamo indietro nei commenti, dove io sono rimasto.
    Tu dici ”poniamo le cose nel loro ordine” e che non sei d’accordo con Levi.
    Che tu non sia d’accordo con Levi ci sta ovviamente, ma essendo la tua opinione non pone le cose nel loro ordine. Ma nel tuo. Come si può affermare un ordine?
    Metto le mani avanti, visto che ad Enrico rilevi un tentativo filosofico per affermare una verità:
    L’atteggiamento filosofico in certi casi (e questo è il caso) è la strada giusta da percorrere. La filosofia è pensiero, ricerca della verità, ma incessante e mai finita. E proprio per questo io penso che Levi in questo caso abbia ragione, la democrazia è una tecnica.
    Proprio per questo io non ho le certezze che sembri avere tu. Sia chiaro, è la tecnica migliore di governo di una comunità. Finora. Ma nessuno mi assicura, in un mondo in cui i cambiamenti sociali influiscono sempre più sugli equilibri e in cui la tecnologia è parte integrante, che si possa raggiungere una tecnica migliore.
    E per chi ci crede, quella tecnica diventa un credo. E il cerchio si chiude mettendo d’accordo te, Levi e altre posizioni.
    Tu mi fai un appunto cortese quando io chiamo l’uomo bipede e non appunto uomo.
    Vedi, so benissimo che l’uomo non è una bestia, che ha delle caratteristiche differenti. Proprio su quelle faccio leva, perchè l’astrazione deve avere la meglio sugli istinti. Chiamo l’uomo bipede per fare un ragionamento complessivo sulla sua storia, dalla sua apparizione fino ad oggi, come fossi un alieno che osserva senza preconcetti e nessuna conoscenza della visione dell’uomo che hanno l’ umanesimo e il cristianesimo.
    Non divago, anzi.
    L’uomo è apparso circa 4 milioni di anni fa Bruno, e seuendo l’evoluzione ha scoperto (inventato) tecniche e idee.
    In 4 milioni di anni solo poco più di tremila anni fa ha messo per iscritto le prime leggi con il codice di Hammurabi. Quel codice dava un’idea di Stato per la prima volta in senso compiuto. Solo poco prima ha capito di aver bisogno di un governo strutturato in una certa maniera.
    Ha capito, è convenuto quindi su delle TECNICHE.
    Paradossalmente, le ideologie ci legano e ci impantanano, le tecniche ci servono.
    Allora la democrazia per me è una tecnica. E talmente ci CREDIAMO che la esportiamo, ne evangelizziamo l’efficacia.
    Poi guarda, tu dici che nel mio post e nei commenti si ipotizzano dittature e benefici della dittatura. Io non credo sia cosi.
    Un giorno potremmo accorgerci di aver sprecato l’occasione di fare della democrazia un sistema perfetto o giù di li, per via delle ideologie e dei dogmi legati ad una certa visione della democrazia.
    Io ”ipotizzo” la stessa cosa non sulla dittatura tirannica.
    Oggi viviamo in un sistema peggio che tirannico, e più subdolo di una monarchia.
    Penso che Enrico abbia ragione.
    Più che altro, però, è bene che ne discutiamo.
    Sei il primo a non essere contento di questo modo di governare. Ma quale, quello italiano, quello statunitense, quello tunisino?
    Insomma, per chiudere, siamo certi che il mondo che abbiamo non sia il frutto di tecniche ”comunitarie” sbagliate? Il risultato è sotto gli occhi, a livello locale e a livello globale.
    Sono argomenti difficili, perchè qui non se ne esce con un Di Pietro o con le accuse ad un Berlusconi, io ho cercato (cercato) di guardare oltre.
    Sono rimasto colpito da un tuo passaggio:
    STIMATI , 450.000 PROCESSI ESTINTI , TROPPI . TUTTI QUELLI PER INCIDENTI SUL LAVORO . MOLTE MOGLI E MOLTI FIGLI , CHE HANNO VISTO USCIRE IL PROPRIO MARITO/PADRE , UNA FREDDA MATTINA E MAI PIU’ RIENTRARE , NON AVRANNO GIUSTIZIA …………….. DIMMI ENRICO , HAI ANCORA VOGLIA DI PARLARE DI DEMOCRAZIA?

    non ho letto ancora la risposta di Enrico, ma ti dico Bruno, non sarà il caso di scuotere dalle fondamenta il concetto di democrazia e battere finalmente sulla prima delle sue prerogative? La giustizia.
    Quindi partire da quello che è la democrazia, cioè giustizia, valori (non condivisi in assoluto ma assoluti perciò da condividere.
    Insomma, l’affermazione di quei principi che intanto in maniera provata sono efficaci e perciò da condividere, e da li magari partire con un dialogo partecipativo e responsabile che riguardi le minoranze e le domande fisiologiche che dalla società emergono nel tempo. Rispetto ai sumeri , non possiamo pensare di essere in un mondo più intelligente, sono le tecniche che sono diverse e viviamo delle ricadute culturali e sociali di queste tecniche.
    Non può esistere un’ideologia di cui non sia provata l’efficacia nella messa in atto assoluta.
    Per questo sono avverso al comunismo. Per i frutti che ha dato laddove è stato attuato. E per la presunzione del comunismo di etiche e morali di cui si è appropriato dopo aver combattuto e nel migliore dei casi criticato, perchè altre correnti non le attuassero.
    Avrei ancora tanto da scrivere, ma penso di aver già scocciato.
    Un saluto.

  59. Per completare il discorso, ricopio un commento che ho lasciato nel blog di Enrico.
    ———————————–
    Ho trovato molte mie riflessioni ricorrenti in questo post.
    E in un certo senso (non so se sarai d’accordo), questo post si lega molto bene al discorso sulla democrazia che abbiamo portato avanti nel mio blog.
    Cerco di essere più concreto.
    Lotto con il concetto di imprescindibilità dai partiti.
    Capisco la necessità dei partiti per esprimere posizioni differenti e perchè un cittadino possa trovare un insieme in cui riconoscersi, che lo esprima, che dia voce alla sua voce.
    Ma come dici tu (credo), un universo di partiti non giova alla democrazia (ho personalizzato forse troppo il concetto che intendevi esprimere).
    LA democrazia deve essere un sistema funzionale, perciò le forze devono contribuire a costituire le basi di un perfetto funzionamento.
    Invece ci troviamo in un sistema in cui si assiste ad un continuo disgregamento.
    Le forze particolari, oggi, vngono prima delle espressioni universali.
    E ciò non è democratico, è destabilizzante, è controproducente.

  60. Ciao Antonio. Ho letto il tuo ultimo commento da me e mi trovi d’accordo. Non sono convinto che alla diminuzione degli immigrati possa corrispondere un calo della criminalità… ma è inutile accanirci sulle statistiche!!! Ne riparliamo!! Invece, ciò che va rifiutato è l’uso strumentale che si fa di certe “informazioni”. Ma anche la “manipolazione” che si tenta di fare con le nostre “teste”. Chiediamoci dove sono finiti quegli “immigrati” portati via da Rosarno con i pulman della polizia. Sparpagliati tra Roma (200) Napoli, Caserta, Villa Literno e Torre di Pescopagano!!! Bella mossa!! Sembra come quelle collaboratrici domestiche che spazzano e nascondono il pattume sotto al tappeto (è un modo di dire!!!!)

    Ma vengo al tuo ultimo commento, visto anche da Enrico. Ho letto tutti i commenti qua da te. Devo dire che nonostante le tue puntuali osservazioni, in risposta ai vari interventi, trovo affinità di pensiero con quanto esposto da Bruno e ancora poco convincimento nelle altre tesi. Ora, qua, leggo la rua ultima riflessione sullo “spezzettamento” della politica nei vari partiti.

    E’ vero, stà accadendo. Ho già formulato le mie impressioni da Enrico, con qualche distinguo sulle “liste civiche”. Ho già dato la mia versione del fenomeno: il bipolarismo, così come si è sviluppato “all’italiana” è fallimentare. Vorrei capire se siete dello stesso parere e perché. Naturalmente, ho una mia interpretazione ma vorrei ascoltare le vostre.

    Ti chiedo questo perché stò cercando di seguire il filo conduttore della tua riflessione sulla “democrazia” e trovare collegamenti e conferme in relazione a questa tua ultima osservazione sui partiti.

    Buona giornata e ciao.

  61. Carlo, il fatto che tu sia d’accordo con Bruno e non con le mie tesi, mi uccide…hahahaha
    Scherzi a parte:

    I partiti sono all’interno della democrazia, sono soltanto degli accessori, ma la democrazia ha altre priorità.
    Quindi io penso che i partiti siano sopravvalutati e sono di intralcio alla democrazia, la tengono in ostaggio.
    Il mio pensiero è chiarissimo, ed solo il mio pensiero:
    La democrazia per decollare non ha bisogno di modernizzarsi, ma di tornare indietro, recuperare il suo spirito, i fondamentali, i principi.
    Poi ripartire con il dialogo e la partecipazione.
    Ma prima, tutte le forze particolari devono inchinarsi ai principi assoluti, che non fanno la convenienza di qualcuno, ma il bene di tutti.

    Quindi i discorsi sul bipolarismo o altro, devono essere presi per quello che sono, tecniche al servizio del funzionamento dello Stato democratico. E le tecniche non sono mai per sempre, domani qualcuno può presentare una tecnica diversa che soddisfi una parte più ampia dei cittadini.

    Un saluto.

  62. Tesi interessante ma su cui preferirei riflettere e attendere qualche altro tuo “approfondimento”. Non escludo che possa interventire prima…. ma ora devo seguire la cottura della pasta che se mi si scuoce…. maledico te (rido), la democrazia e i partiti (pensandoci bene, questi ultimi li stò già maledendo)…. a dopo!!!!

  63. … allora, vediamo se la digestione (pappardelle al sugo di lepre) non rallenta la mia riflessione!! Sono partito dal presupposto che tu ed Enrico non stiate mettendo in discussione il concetto di Democrazia ma solamente la sua attuale forma, tant’è che tu auspichi un ritorno al passato ed un recupero del suo spirito e dei suoi princìpi… sostenendo anche che questi ultimi non riguardano “la convenienza di qualcuno” ma “il bene di tutti”.

    Credevo di aver compreso ciò che esprimi riferendoti ai princìpi, ai fondamenti e allo spirito della democrazia tuttavia, poi, leggendo quest’altra tua affermazione che dice “…tutte le forze particolari devono inchinarsi ai principi assoluti…” devo tornare nuovamente a chiederti di approfondire alcuni aspetti di ciò che asserisci.

    In particolare: 1) cosa intendi per “ritorno al passato” 2) quali sono i princìpi assoluti a cui ti riferisci

    Ciao e buon pomeriggio a te!!

    P.S.: ho impropriamente usato il termine immigrati, al posto di clandestini.

  64. Buono il sugo di lepre…sono anni…

    Carlo, insomma, ci provo:
    Quello che non è abbastanza chiaro in questo post, che io invece voglio chiarire, è che l’uomo segue un’evoluzione fisica dovuta all’ambiente e alle potenzialità, ed una evoluzione culturale dovuta alle tecniche.
    Quella che noi chiamiamo cultura, non è solo esperienza, ma il frutto di tecniche applicate che producono effetti.
    Il codice di Hammurabi è il primo passo verso l’evoluzione di tecniche legislative e sistemi di governo, la stampa di Guttemberg spiana la strada ad una partecipazione più ampia al sapere che produce effetti sociali e partecipativi incredibili, nel tempo, e cosi via.
    Invece noi tendiamo ad accontentarci della democrazia allo stato attuale, avendo tuttavia sotto gli occhi il fallimento globale nei vari stati.
    E’ come se tu ti accontentassi di Berlusconi perchè non vedi di meglio. Come ti sembra?
    L’uomo si nutre, ha dei bisogni fisiologici, pensa, ma non ha la democrazia scritta nei geni. Invece ormai lo crediamo.
    Bene, io non la discuto, ma serve una manutenzione, una revisione, una discussione, una analisi accurata.
    Non sono i partiti a poter fare questo, ne le ideologie. Ma è una questione politica che deve essere condivisa.
    Bisogna leggere la storia dalle origini della democrazia, e vedere nelle scelte, passo passo, hce sono state effettuate, i benefici prodotti e gli errori abissali.
    Insomma, una tecnica va revisionata, perfezionata perchè non produca gli effetti di cui tu Carlo ti lamenti. Mi spiego?
    Altrimenti segue una degenerazione peggiore.
    Allora bisogna fare delle scelte a scapito delle ideologie e delle convinzioni, rinunciare alla propria pancia ed avere una visione generosa e lucida verso il bene comune, che se affermo non essere quello dell’altro (con idee diverse), non è manco il mio. Non appartiene ad un partito, ma alla comunità.
    E la comunità, è fatta, volenti o nolenti da uomini, che sono quei bipedi particolari che cercano di darsi una sistemata.

  65. GRAZIE ANTONIO PER IL TEMPO CHE MI DEDICHI .
    .
    IO SONO UN TECNICO , PER FORMAZIONE ED IN TUTTO QUELLO CHE FACCIO , CONOSCO MOLTO BENE IL SIGNIFICATO DELLA PAROLA TECNICA E NON SOLO QUELLO ETIMOLOGICO , ANCHE QUELLO DETTATO DALLA MIA VISIONE DA TECNICO . ESSERE TECNICI , SIGNIFICA GUARDARE LE COSE E SCOPRIRNE IL MODO DI FUNZIONAMENTO .
    .
    SE QUALCUNO AFFERMA CHE LA DEMOCRAZIA E’ UNA TECNICA , COME DICEVO SOPRA , SI RIFERISCE AD UN METODO PER IL SUO FUNZIONAMENTO . VISTO DA QUESTO PUNTO DI VISTA , LEVI NON MENTIVA , COME NON MENTI TU NEL DIRE , CHE L’ ATTUALE TECNICA DEMOCRATICA E’ CONTESTABILE .
    .
    IO NON PARLO DI STRUMENTI PER MUOVERE LA MACCHINA DEMOCRATICA IO PARLO DI QUELLO CHE L’ UOMO SENTE QUANDO SI DEFINISCE ESSERE DEMOCRATICO E QUESTO NON HA NIENTE A CHE VEDERE CON LA TECNICA , MA , FA’ ENTRARE IN CAMPO CULTURA , IDEOLOGIE , SENTIMENTI , ASPIRAZIONI DI VITA EC… .
    .
    LA DEMOCRAZIA NON E’ UN FATTO SOCIALE MA E’ UNA QUETIONE INDIVIDUALE , SEI O NON SEI ESSERE DEMOCRAICO ? QUESTA DOMANDA NON E’ SU COME FAR FUNZIONARE LA MACCHINA DEMOCRATICA , SULLA QUALE POSSIAMO AMPLIARE IL DISCORSO , MA E’ , SEI DEMOCRATICO ?
    .
    I PARTITI ?
    .
    Mmmmmmmmmmm , BELLI QUELLI , UN TALE LI DEFINIVA STRATIFICAZIONE BUROCRATICA DEL POTERE . PER PARLARE DI PARTITI , NECESSITA PARTIRE DAL CONCETTO ( MAOISTA ) DI RIVOLUZIONE PERMANENTE , CHE ALTRO NON E’ CHE UN RICAMBIO COSTANTE DI CHI GESTISCE IL POTERE PER EVITARE LA STRATIFICAZIONE .
    .
    IN OGNI CASO , NECESSITA ANDARE PER GRADI , ALTRIMENTI RISCHIAMO DI DIRE DI TUTTO , SENZA ARRIVARE A NIENTE .
    .
    CONDIVIDO LE DOMANTE POSTE DA CARLO , LE FACCIO MIE E TE LE RIVOLGO .
    .
    TI INVIO UN GRANDE SALUTO .

  66. Bruno
    Sono con te, la democrazia è una disposizione d’animo. Ciò non contrasta con quello che io dico, perchè io ho affermato che una soluzione che io condivido può diventare il mio credo.
    Ma proprio perchè esiste un ”essere democratico”, uno stato d’animo democratico, uno spirito democratico, io non mi posso appropriare della democrazia al servizio della mia ideologia o dei miei desideri o aspirazioni.
    Io, da parte mia, vedo in questo la chiusura del cerchio.
    Se io ”credo’ nella democrazia, ne assumo i principi, non mi aspetto il contrario e non faccio rivoluzioni e cospirazioni perchè sia la democrazia a servire me.
    Io servo la democrazia e da questo atteggiamento deriva la mia libertà e quella degli altri.
    Ma ti che sei un tecnico converrai che c’è molta analisi e strumentalizzazione in queste idee, perciò è un fatto tec…(non lo dico più).
    Una domanda ora la pongo io, anzi due:
    Secondo te, qual’è il più grande esempio democratico della storia?
    Quale concetto ci rende democratici?

  67. Si Antonio, tutto bene a parte del lavoro arretrato che mi ha tenuta distante per diversi giorni, consentendomi di dedicarmi soltanto all’altro blog e nememno più di tanto.

    A volte vi leggo, altre volte no….vi lascio parlare e discutere “fra voi maschietti”
    Che poi, detto fra noi, credo sia la cosa che più volete. ( volevate)
    State creando un blog di uomini. Bene.
    Se è quello che volevate, visti i vostri comportamenti passati, sono contenta per voi.
    Per te, che hai ritrovato la voglia di blog, ancora di più. Ne sono felice credimi.
    un saluto caro, Ros

  68. SONO TANTI GLI ESEMPI DEMOCRATICI , FATTI E ANCHE PERSONE . E’ UNA DOMANDA ALLA QUALE RISPONDO A MALINCUORE , PERCHE’ AVREI DA DARE UNA RISPOSTA TROPPO LUNGA . IN OGNI CASO , RISPONDO GANDHI .
    .
    IL CONCETTO CHE CI RENDE DEMOCRATICI ?
    LA TOLLERANZA ?
    .
    SI LA TOLLERANZA PUO STARCI , ANCHE SE APRIAMO UN ALTRO FILONE .
    .
    AFFRONTIAMO IL TUTTO PER GRADI .
    .
    BUONA SERATA ANTONIO

  69. Allora Antonio, sul commento che hai lasciato da me penso soprattutto che i partiti non sono per niente rappresentativi, perchè il popolo non è nella condizione di scegliere “la linea” e i leader non vengono scelti, semmai è il popolo che si accoda all’uno o all’altro.

    Ma per tornare sul concetto della democrazia, lancio un’altra mia riflessione a proposito della “nostra democrazia”:

    Perchè una democrazia possa essere tale, servono regole precise e soprattutto degli Organi di controlli che DI FATTO sono carenti nel nostro ordinamento.
    Se dobbiamo considerare che la nostra Costituzione sia efficace, come asserito da tanti, dovremmo dare per certo che gli Organi di controllo (Corte Costituzionale, Magistratura, Corte dei Conti) sono “al di sopra delle parti”.
    Su questo non voglio esprimere dei dubbi, perchè si presterebbero a facili critiche, ma in linea generale non può essere Organo di Controllo un’Istituzione i cui componenti vengono nominati dagli stessi controllati, sia pure in tempi diversi. Cosa succederebbe se una maggioranza restasse in carica per diverse legislature consecutive? (è già successo con la DC); non avrebbe la possibilità di “nominare” chi è più gradito? E se un partito prendesse la maggioranza assoluta e cambiasse la Costituzione (attraverso un referendum popolare, previsto dalla stessa Costituzione) immettendo un sistema semi-Presidenziale, chi glielo vieterebbe? E la Magistratura, che indipendente non è in quanto sottoposta alle leggi sia del Parlamento sia del Governo (come stà succedendo in questi giorni) quali strumenti ha per intervenire “al pari” degli altri poteri indipendenti dello Stato?
    Il nostro Ordinamento non funziona, la Costituzione detta solo linee di principio, modificabili senza difficoltà anche con accordi fra partiti, quindi non è una “democrazia consolidata”.
    Antonio, molti dittatori sono stati eletti democraticamente, è dopo l’insediamento che hanno cambiato tutto. Mussolini ne è stato un esempio, Hitler un altro, Ahmadinejad un altro ancora….. tutti eletti democraticamente!
    E per concedere qualcosa agli anti-berlusconiani, anche il nostro Premier è stato eletto democraticamente……. ma vuole cambiare l’Italia.
    Il sistema democratico “per eccellenza”, credo che sia quello Americano, dove il Presidente viene eletto dal popolo, ma governa con un Parlamento (il Congresso) che elegge i suoi rappresentanti in tempi diversi, ottenendo come possibile soluzione un Presidente Democratico e un Congresso a maggioranza Repubblicana.

  70. Ah Bruno
    e procediamo per gradi, e so tre volte che lo dici, ma quali so sti gradi???
    Leggi con ironia…
    Io cerco di procedere secondo quello che è il mo pensiero, cercando di delinearlo.
    MA non essendo definito (per questo ho fatto il post) non ha gradi, solo complessivamente di deduce quello che penso.
    Enrico lo ha espresso meglio, perchè parla meglio la lingua tecnica della politica, Carlo ha inteso alcuni aspetti di quello che volevo far passare. Ma di meglio, credimi non so fare. Per questo vi leggo con attenzione.

  71. mmmmmm…. ho bisogno di riflettere. Tendenzialmente, la tua analisi non fa una piega!!! Come affermi tu “…serve una manutenzione, una revisione, una discussione, una analisi accurata….” e questo lo comprendo. Tuttavia, sono per un’interpretazione dei “problemi” che non è riconducibile al sistema ma, semmai, alla natura umana. Da qua, partono i problemi di cui, poi, ci si lamenta. Questo mi fa temere che seppur giusto il concetto di partenza (perfettibile il sistema) è anche vero che chi deve procedere a tale revisione è “imperfetto” di natura. Oggi, poi, particolarmente imperfetto. Tutto è possibile e nulla può essere escluso. Anche le mie paure!!! Tuttavia, voglio accantonarle e dispormi per “ascoltare”. Immagino tu avrai anche delle ipotesi e delle proposte. Aspetto quelle.

    Tuttavia, desidero sottolineare che ho ben presente una cosa e qua, rispondo alla tua seconda domanda: noi ci definiamo “democratici” per riconoscerci in un determinato contesto civile e culturale che non si manifesta in una versione o in un’unica concreta espressione ma che trova in tutte le sue espressioni ed applicazioni la ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare.

    Fermo restando questo imprescindibile (secondo me) princìpio, continuo a riflettere e aspetto tue ulteriori proposte.

  72. E no!!!! Ma voi due non potete fare così!!! Ora scopro anche il commento di Enrico… che è tutto un programma!!! E io devo ricominciare a fare il “punto”!!! TIME OUT…. io devo prepararmi la cena!!! So’ single!!!! A dopo e buona serata a tutti!!!!

  73. Carlo
    ALLELUIA….
    Hai scritto:
    ”Tuttavia, sono per un’interpretazione dei “problemi” che non è riconducibile al sistema ma, semmai, alla natura umana. Da qua, partono i problemi di cui, poi, ci si lamenta. Questo mi fa temere che seppur giusto il concetto di partenza (perfettibile il sistema) è anche vero che chi deve procedere a tale revisione è “imperfetto” di natura. Oggi, poi, particolarmente imperfetto. Tutto è possibile e nulla può essere escluso. Anche le mie paure!!! ”

    E’ esattamente quello che volevo far passare con il mio post (che ritengo abbia già rotto le palle)
    Bene.
    Da qui di parte.
    Ma non ho proposte adesso. Me tapino. Io le cercavo nelle idee degli altri.

  74. I GRADI , SONO INDISPENSABILI QUANDO SI DIBATTE DI ARGOMENTI DI NATURA POLITICA .
    .
    SE SI VUOLE PARLARE DEL PIU’ O DEL MENO , SI PUO’ ANCHE FARE UN BEL MINESTRONE …… TANTO , CHE C’E’ FREGA ?
    .
    PER GRADI , INTENDO GLI ARGOMENTI DA ANALIZZARE . SI , PERCHE QUANDO SI DISCUTE DI POLITICA , NON SI PUO’ NON FARE ANALISI E LE ANALISI , VANNO APPROFONDIRE PER GRADI ( TERMINOLOGIA POLITICHESE ) .
    .

    PARTIAMO DAL COCETTO DI DEMOCRAZIA , VEDIAMO QUALE DEI CONCETTI ESPRESSI E’ QUELLO DA PRENDERE COME BASE , PER APRIRE AGLI ALTRI ARGOMENTI .
    .
    SE SI PARTE DA UN PUNTO CONVENZIONALE E SAREMO NOI A STABILIRE QUALE , DA QUESTO PUNTO POTREMO ANALIZZARE IL RESTO .
    .
    NEL POLITICHESE SI CHIAMA ” SCALETTA ” .
    .
    UN SALUTO , PASSO IN SERATA A LEGGERE GLI ALTRI COMMENTI .

  75. Bruno, io non faccio minestroni e non parlo del più e del meno.E mi frega parecchio dell’argomento, altrochè.
    Ora devo scappare a lavoro, ma intendo spiegarti il senso del post e voglio che comprendi il mio approccio. Per me le cose hanno un ordine.
    Al più presto.
    un caro saluto.

  76. Nei giorni passati battevo molto sui principi della democrazia, una revisione e un’analisi che parte dai fondamentali.
    In Canada una coppia ha ottenuto da un giudice, dopo una causa, che al figlio non fossero assegnati compiti a casa, perchè loro (loro) non li ritengono utili all’apprendimento scolastico ma controproducenti.
    Allora i compagni andavano avanti normalmente, verso il loro piccoletto gli insegnanti hanno dovuto attuare un piano di studio e una programmazione alternativa e differenziata. Per prima cosa capirai quanto la cosa mi tocchi, ma a prescindere dalla mia opinione, immaginiamo (senza molti sforzi) di applicare questo modo di agire, pensare, legiferare, sentenziare, alla democrazia.
    Tutto questo avviene in nome di una presunta erudizione e cultura, che se come volume non possiamo negare sia importante, per analisi non possiamo negare sia immatura, fragile, incapace di autogestirsi.
    Non so se mi spiego bene Enrico, ma è a questo che mi riferivo nel mio scritto quando parlavo di sette miliardi di democrazie che diventano facilmente sette miliardi di tirannie. Feroci.

  77. LIBERTE’ ………E’GALITE’………FRATERNITE’ .
    .
    LIBERTE’ , LA LIBERTA’ DI MOVIMENTAZIONE , NON SOLO TERRITORIALE MA ANCHE SOCIALE . PERSONE LIBERE DI ANDARE IN OGNI DIREZIONE .
    .
    E’GELITE’ , L’ EGUAGLIANZA PER TUTI . LA POSSIBILITA’ DI PARTIRE DA QUALSIASI PUNTO E DI ARRIVARE A QUALSIASI META . SENZA ESSERE CONDIZIONATI DA CLASSE DI APPARTENENZA O CONDIZIONE ECONOMICA , MA CONTANDO SOLO SULLA VOGLIA DI FARE E SULLE CAPACITA’ .
    .
    FRATERNITE’ , IL SENTIRSI VICINO AGLI ALTRI . LA SOLIDARIETA’ , L’ ACCOGLIENZA , IL FAR SENTIRE ACCETTATI E IMPORTANTI , INTEGRARE CHI ARRIVA .
    .

    QUESTO SPIRITO , QUESTA VISIONE DELLA VITA E’ DEMOCRAZIA . TUTTO IL RESTO SONO PARERI .
    .
    CIAO ANTONIO , TUTTO OK ?
    .
    BELLA QUELLA NOTIZIA CHE RIGUARDA IL CANADA , GIUSTO CHE QUELLA COPPIA , ABBIANO AVUTO LA POSSIBILITA’ DI POTER DECIDERE QUALI INSEGNAMENTI E QUALI METODI , ERANO PIU’ ADATTI AL LORO FIGLIO .
    .
    LEGGENDO QUANTO DA TE SCRITTO , SAI COSA MI E’ VENUTO IN MENTE ?
    .
    TUTTO AD UN TRATTO , HO VISTO UN ‘ AULA SCOLASTICA , UNA SCRIVANIA E TANTI BANCHI , UNA FOTO DEL PRESIDENTE ED UN CROCIFISSO . TANTI BAMBINI , MOLTI ITALIANI E QUALCHE STRANIERO ( SECONDO IL VANGELO GERMINI ) , HO VISTO UNA BAMBINA CON UN VELO IN TESTA , HO RIGUARDATO IN ALTO SULLA PARETE SOPRA LA SCRIVANIA ED HO VISTO CHE MANCAVA QUALCOSA , LA FOTO DEL PRESIDENTE E IL CROCIFISSO …………. NO , MANCA DECISAMENTE QUALCOSA , ……………. GIA’ , MA QUI MICA SIAMO IN CANADA ?
    .
    BUONA GIORNATA .

  78. Per la prima parte del commento sono tiepidamente d’accordo, è solo il punto di partenza e peraltro la lingua originaria è l’ebraico, più correttamente l’aramaico, di certo non il francese. E lo stile era in parabole e non in slogan.
    Per la seconda parte, non colgo le provocazioni Bruno, deturpano il bellissimo discorso che in questo post abbiamo tutti portato avanti. Parli di questioni importanti ad un livello troppo superficiale.
    Un saluto a te.

  79. SCUSA ANTONIO , NON E’ MIA INTENZIONE ESSERE SCORTESE .
    .
    DEVO AMMETTERE IN PIENA ONESTA’ , CHE UN PO’ DI VOGLIA DI PROVOCARE C’E’ STATA E DI QUESTO PROVO DISPIACERE , PERO’ , SCUSA SE INSISTO . MI SPIEGHI PER QUALE MOTIVO IL DIRITTO DEI GENITORI CANADESI , PUO’ ESSERE UN BUONO ESEMPIO E QUELLO NEGATO AI GENITORI DELLA BAMBINA DA ME NARRATA , E’ UNA PROVOCAZIONE ?
    .
    SI , INSOMMA , SPIEGAMI E AIUTAMI A COMPRENDERE , PERCHE’ CIO’ CHE ACCADE IN CANADA , FA’ PARTE DI UN BELLISSIMO DISCORSO , MENTRE CIO’ CHE ACCADE IN ITALIA , E’ PARTE DI UN DISCORSO SUPERFICIALE .
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    TI PROMETTO CHE IN FUTURO RESTERO’ BUONO ( FORSE ) .
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    UN GRANDE SALUTO IN AMICIZIA DA UN EX RAGAZZO TERRIBILE .

  80. Bruno, l’ironia del commento precedente mi ha fatto pure sorridere, il problema è che quegli argomenti (crocifisso, laicismo) sono stati trattati nel dibattito pubblico in una maniera cosi triste che si portano dietro un’aura di sotto-cultura e superficialità che snerva.
    Siccome ho verificato che il tuo modo di trattare gli argomenti è di tutt’altra dimensione, magari un giorno ne discutiamo (((PER GRADI))). tiè…
    hahahahahaah
    Insomma, abbiamo appurato che siamo entrambi terribili. Solo che io non sono un ex ragazzo. Due so le cose, o ti sei operato o sei invecchiato.

    La questione canadese…
    Ho utilizzato l’esempio come metafora per spiegare cosa intendevo quando affermavo che ” sette miliardi democrazie possono avere delle controindicazioni e sfociare facilmente in sette miliardi di tirannie”.
    Il tuo punto di vista è legittimo, come è legittimo quello quello dei due genitori.
    Ma un punto di vista legittimo in quanto hai la facoltà di pensare.
    Ma la facoltà di pensare l’abbiamo in molti, spesso l’ostentazione sconfina nelle mane di protagonismo ed egocentrismo.
    Credimi, ho a che fare con i genitori io.
    Io posso pensare (e come mi puoi dare torto) sulla scorta delle mie esperienze da alunno, che 5 ore a scuola annoiano a morte e l’ultima ora si sonnecchia. Allora voglioo che mio figlio esca alle dodici.
    E la mattina? Uno psicologo mi ha detto che il cervello è ricettivo maggiormente dopo le nove.
    E siccome sono proprio stronzo, mio figlio deve sedere da solo perchè a scuola si prendono un sacco di germi.
    La democrazia parte dal rispetto delle regole. E le regole si possono discutere, ma non possono essere sovvertite da un giudicetto e il suo martelletto.
    La questione crocifisso va trattata diversamente, e ci sono cose che non molti sanno, come per l’ora di religione, che è presente nel novantacinque per cento delle scuole EUROPEE, anche dove il papa non conta niente. E’ un discorso culturale e come tale va affrontato, La libertà non c’entra, ma ormai la libertà è strumentalizzata per i fini più biechi.
    Mi intristisce però, detto francamente, che laicità e sinistra corrisponda per forza a luoghi comuni incapaci di confrontarsi con le profondità di una cultura, della cultura di appartenenza, della cultura da cui scaturiscono dei principi.

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