Immi(n)grati

Prima o poi doveva accadere. Pensavamo di essere immuni, pensavamo male. Anni e decenni a snocciolare sapientemente dati sullo sviluppo delle nazioni, l’emisfero in cui l’80% degli uomini non campa o campa con poco, raccogliendo diamanti come fossero pomodori e l’emisfero in cui 5 persone si ammazzano di cibo e diamanti. Decenni di ammorbamento con slide e filmati e tutto quello che abbiamo prodotto sono multinazionali perfino più subdole, che sfruttando le piccole dita dei bambini per il lavoro sottopagato, adesso scelgono il più bello e affamato e lo piazzano nei manifesti delle loro raccolte fondi a scopo pubblicitario. Dell’azienda si intende, non del fenomeno fame.

Non entro nello specifico dei fatti di Rosarno, perchè sarebbe un atteggiamento miope, guardo all’insieme del fenomeno immigrazione. Altrettanto miope è l’atteggiamento della politica, che si concentra sulle eventuali colpe del passato, perchè sul passato cerca consensi e argomenti da propinare, nel passato attribuisce responsabilità, invece di assumerle nel presente e nel futuro. La politica abdica ed ecco apparire Alba Parietti e vari personaggi dall’opinione retribuita e non richiesta dai contribuenti. Allora perchè no, parliamone noi, che almeno nessuno può dirci che speculiamo, anche se spariamo stronzate, sono stronzate gratuite.

Ma a destra e a manca, non siamo stanchi di vedere schierati gli esponenti politici su tutto, proprio su tutto? Mentre ancora il nostro alito odora di spumante (rigorosamente italiano), un dramma ci colpisce a freddo, ed ecco parlare di italia razzista, di immigrati ingrati, di gambizzati, di pistoleri, di n’drangheta e di una Gelmini ancora una volta definita incapace e perchè no, un tantino razzista. Cosi come le ho elencate, di tutte queste cose si è fatto un fascio, formando le ”necessarie” trincee e approntando gli schieramenti al seguito dei portavoce.

Gli argomenti sono tanti, e complessi, e nel complesso tutti hanno torto e ragione, proprio come in un talk show, mentre nello specifico…forse molti hanno ragione e pochi torto. Provo a dimostrarlo, se avete la pazienza di seguirmi. Ci vorrebbe un trattato, e non scherzo.

Roberto Saviano dice che gli immigrati possono darci l’input alla ribellione verso i poteri mafiosi. E ha ragione, loro hanno dimostrato coraggio, in regioni come la Campania e la Calabria, che sono generalmente oppresse dall’omertà. Roberto Saviano ha ragione, e tutti saremmo d’accordo, se parlassimo esclusivamente di n’drangheta. Poi Saviano si allarga e dice che gli immigrati potrebbero quindi essere una risorsa per la lotta alla n’drangheta. Ma non ha parlato una volta di clandestini e del reato ”universale” (lo stesso per cui condannerebbero me in Svezia o in Egitto) di clandestinità. Però, di fondo potrebbe ancora avere ragione.

Un altro Roberto, il ministro Maroni, è sicuramente d’accordo con Saviano, ma dice che non dobbiamo perdere di vista che il problema principale è il numerosissimo numero di clandestini e le conseguenze nefaste che questo fenomeno provoca quando sfugge al controllo dello Stato, quindi l’impatto sulla pubblica sicurezza, il lavoro nero, la manovalanza per le organizzazioni mafiose, lo sfruttamento e le precarie anzi deficitarie condizioni umane di persone che comunque abitano un territorio definito civilizzato. Ha torto Maroni? No, ha ragione. Ma parla del passato come se nel passato ci governasse Mao Tze Tung. Ma di fondo, Maroni ha ragione, lo possiamo dire tutti.

Pier Luigi Bersani insorge (non vedevo l’ora di scrivere ”insorge”) come usa fare il Pd dopo i comunicati di ”Regime” ed eslcama grossomodo: ”Maroni dimentica che la legge che si chiama Bossi-Fini e non D’Alema-Bertinotti, è una ciofeca. Come dare torto a Bersani? E’ scaduto anche lui nel Franceschinismo improduttivo ma di fondo ha ragione.

I Finiani. I Finiani dicono (anche in questa circostanza) che la cittadinanza aiuterebbe l’integrazione. E io credo abbia ragione Fini ad immaginare una Nazione in cui chi arriva si integra, paga le tasse, va a scuola, lavora, toh…parla pure l’Italiano. Sarebbe grandioso. Ha ragione, come dargli torto? Ma l’integrazione è un fenomeno complesso, la deve favorire il padrone di casa e la deve fortemente volere, anelare, desiderare l’ospite. Ovviamente ho poco spazio e mi scuso della rozzezza, nonostante le buone intenzioni. Poi c’è una cosa: l’integrazione è un fatto, la cittadinanza è un altro fatto. Se la seconda aiuta la prima, è vero anche che la prima è un dovere, la seconda non è neppure un favore del tutto richiesto. Si fa spesso riferimento al paragone con la nostra immigrazione, devo dire allora che mio nonno, per quanto perfettamente integrato, non ha neppure chiesto o desiderato in vent’anni di Svizzera la cittadinanza. Lui mandava i soldi in Italia come loro li mandano in Congo o in Egitto o in Cina o in Cile. E semmai mio nonno avesse desiderato la cittadinanza, il desiderio non sarebbe corrisposto ad un obbligo da parte di quello Stato. Ci sono nazioni in cui la cittadinanza non è nemmeno presa in considerazione per molti anni, eppure sono perfettamente in armonia con il fenomeno dell’immigrazione. Ci sarebbero problemucci culturali derivanti dall’islam, ma parliamo di extracomunitari, anche le brasiliane per dire. Ma non stavamo parlando di clandestini? Ebbene, ai finiani riesco a dare ragione con riserva, avendo dimostrato le riserve e gli auspici di una integrazione che passa attraverso uno Stato ”capace”, nel volume di accoglienza e nella forza istituzionale.

Ci sarebbe la Chiesa, il Papa, i cardinali, i vescovi, i preti, i timorati di Dio e gli osservanti tutti che parlano di accoglienza e dignità della persona, a volte per dovere, molto spesso si capisce per vocazione e coerenza alla Parola di Dio. A ragione, non c’è dubbio, non ci dormo la notte. E poi penso, c’è la separazione tra fede e isituzioni laiche, chissà se è un bene del tutto.

C’è poi l’Europa. Ah…l’Europa che non c’è. L’Europa delle aranciate senza arancia, delle quote latte, delle quote rosa, delle quote in borsa. L’Europa che ammonisce l’Italia che applica le stesse politiche di Zapatero. Ammonisce ma non si sporca le mani. Come se negli anni novanta l’Italia se la fosse presa con la Puglia per il casino degli albanesi. Un esempio del cavolo perchè la Puglia non è uno Stato Sovrano mentre l’Italia si? Allora delle due l’una: O l’Italia è uno Stato sovrano e l’Europa tace e parla di aranciate, o L’Europa stessa si fa carico una volta per tutte del problema (perchè di problema si tratta) e traccia delle linee guida di cooperazione mirata all’assorbimento di questi esseri umani che bussano alle porte di un continente, che solo per caso ha nell’Italia il suo tappeto all’ingresso. No, all’Europa non posso proprio dare ragione. E tutta intera o pezzo per pezzo il risultato non cambia. Anzi, pezzo per pezzo è peggio, ci sarebbero delle responsabilità nei secoli che ci vorrebbe un altro trattato e mezzo.

Poi ci sono io. E la faccio breve. Di fondo ho ragione, come darmi torto?

Immi(n)gratiultima modifica: 2010-01-09T19:49:00+01:00da antonio.r
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12 pensieri su “Immi(n)grati

  1. Ciao Antonio e ben ritrovato.
    Anche io sono stato piuttosto lontano per diversi giorni, e tornando ho trovato gli stessi arroccamenti di sempre.
    Per quanto riguarda il post:
    Tutti hanno ragione, almeno nella parte relativa alle dichiarazioni di bottega, ma per tutti è facile buttarla sulla questione “razzismo”.
    Io credo che il razzismo non c’entra niente; le reazioni della gente si esasperano non alla visione del colore della pelle, ma alle scene di “ordinaria violenza” che gli immigrati propinano ogni giorno. Gli italiani sono lontani dai sentimenti razzisti, ma come me non sopportano di vedere cortei di clandestini che manifestano con al fianco alcuni nostri politici, come me non sopportano che “lo Stato” deve garantire agli immigrati una casa e un lavoro.
    Vengano pure in Italia, nella misura in cui il mercato del lavoro ne richiede, e con il frutto del loro lavoro provvedano alla loro sistemazione; e se si sentono schiavizzati, vadano dalle Istituzioni a denunciare.

  2. Hai ragione anche tu 🙂
    Mi chiedo una cosa: a parole, molti hanno ragione. Quando cominciamo a valutare i fatti?
    Sono stufo di sentire le opinioni politiche, tutti attaccano tutti difendendo sè stessi. Ma sempre a parole. Il nostro paese ha bisogno di fatti, non parole.
    Non trovi?
    Anno balordo pure questo, per me…… ma la fiducia è sempre viva. Speriamo.
    Un caro saluto, Antonio 🙂
    Imperf

  3. … ringrazio la “curiosità” che mi ha preso in questo momento e che mi ha indotto a “cercare” un tuo link per venire qua. Ho fatto una buona lettura, su cui riflettere. Buona notte e ciao!! (rido, perché nella stima dei lettori… devi metterne qualcuno anche “non ufficiale”!!! Ci sono sempre!!!)

  4. Si, in effetti ci sono molto meno…mi trovo perlopiù nell’altro blog 🙂

    A volte commento, lascio anche commenti impegnati, poi, magari ti accorgi che ricevi solo “saluti” a volte manco quelli, e allora evito di perdere tempo, poi magari succede pure di vedere i soliti blog contro li italiani, contro il governo e allora mi dico: ma che p…… è mai possibile che non gli vada bene mezza cosa dico mezza?
    Altre cose, te le dirò per altre vie 😉

    Intanto, ho letto con piacere, a dispetto di ciò che se ne scrive omai da quasi un anno, che l’Italia è stata nominata per coordinare gli aiuti europei. Insomma, un bel riconoscimento.
    Ti abbraccio, Ros

  5. ..che dire…nessuno ha torto, nessuno ha ragione (escluso te) perchè tutti gli elencati cercano solo di trarre vantaggi da questa situazione immigrazione, che se esiste è perchè qualcuno l’ha voluta…può anche essere che gli italiani non siano razzisti, ma comunque sognano di lavorare in un bell’ufficio e che i lavori sporchi li facciano gli “altri”, i quali poi la sera devono rientrare nelle loro baracche e non rompere le scatole….forse per questo nessuno odia i cinesi che inito il lavoro si rintanano silenziosi nelle loro bicocche annesse alle fabbriche…
    …per il resto io tutto bene, tu vedi di non esagerare con gli impegni..

  6. Rosanna cara, qua ormai è difficile ricevere commenti ad un articolo impegnato, figuriamoci commenti ad un commento. E’ cosi.

  7. ciao amico mio…che dire?! …tutti tirano acqua al proprio mulino, anche la mosca più piccola.
    posso solo aggiungere una cosa che mi ha detto personalmente una musulmana legalmente in Italia da sette anni,? non vede l’ora di avere la cittadinanza per poter liberamente….andare via dall’Italia e trasferirsi in qualche Paese europeo che -a detta sua – non faccia schifo come qui … sono rimasta senza parole.
    un Paese che l’ha ospitata, prima clandestina e poi regolarizzata, le ha dato comunque sia un lavoro…come scaldarsi la serpe in seno.
    col cavolo che le darei la cittadinanza, io!

  8. ebbene hanno tutti la fetta di ragione… ed io non so proprio davvero dove stia il giusto…. ma forse applicando un pochino di ognuna di queste ragioni, come tessere di un mosaico… giudicare gli uni e gli altri da fuori, attraverso quello che interessa mostrare al giornalista di turno e difficile e rischia di diventare opinione e non informazione… ma sulla mafia e sulla clandestinità è ora di lavorare sul serio, duramente e con metodo, ciao buona serata..

  9. Ciao Antonio, leggendo anche qualche commento, il primo pensiero che mi è venuto spontaneo non è tanto piacevole, ma mi ha portato a pensare che la “troppa democrazia” sia un male per una comunità democratica.
    Quando uno Stato “non funziona” è perchè la sua classe dirigente non è all’altezza, e per classe dirigente intendo sia le maggioranze che le opposizioni; le prime incapaci di gestire il potere derivante dal consenso dei cittadini e le seconde incapaci di proporre una seria alternativa, chiara e compiuta, con un unico obiettivo certamente raggiunto: la divisione dei cittadini in due scuole di pensiero, ma purtroppo non “il proprio pensiero” bensì quello di altri, provocando quelle risse che tengono banco su tutti i Media e fra la gente
    Ognuno ha le sue ragioni, e più ragioni ci sono tanto più forte è il caos. Non siamo capaci di ascoltare, di rispettare le ragioni degli altri.
    Ci manca uno Statista, un politico con le palle, e questa carenza ha fatto si che la scenario governativo e amministrativo (locale e nazionale) sia stato “invaso” da categorie che con la politica non hanno niente a che fare.
    Un saluto
    Enrico

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