martedì, 16 febbraio 2010

MINISTERO PER L'IMMIGRAZIONE E L'INTEGRAZIONE.

In questo link le misure concordate dai ministri.

Fiaccolata in via Padova e la rabbia dei cittadini.

Il problema dell'immigrazione è ormai difficile da gestire, e come in molti giustamente affermano non è possibile pensare solo ad arginare. Non si può arginare il mare, è stato detto.

Ma si può gestire, si deve gestire. Essendo un problema enorme, non credo possa essere l'hobby del ministero dell' Interno o peggio un impegno a tempo pieno dell'intero governo che toglie spazio ad altre politiche, ma c'è bisogno di dedicarsi a tempo pieno, con persone qualificate e una legislazione efficace. Ci sarebbe impiego per quelle migliaia di giovani che hanno investito migliaia di euro in corsi e master per ''mediatori culturali''.

Mi rendo conto che ad una prima analisi possa sembrare aberrante un ministero specifico per una categoria, quasi un rafforzamento della xenofobia, o peggio di leggi razziali di vivida memoria. Ma solo ad una prima analisi e solo con la cultura dei tabù. In realtà il ministero servirebbe il paese, perchè le ricadute sociali di una cattiva gestione tra qualche anno potrebbero essere disastrose e ingestibili.

La questione è seria, e va analizzata punto per punto. Queste mie affermazioni tengono in grande considerazione tutti i contributi intellettuali degli ultimi anni. Non si può continuare a gestire la condizione di molti esseri umani come un affare di partito o ideologico. Si deve trovare una sintesi, che nello stesso tempo sia caritatevole e tenga conto di tutte le esigenze. Non si tratta di mettere davanti la condizione di chi paga le tasse in uno stato sovrano o viceversa di chi lotta per la sopravvivenza, ma di un piano consapevole e realistico che diventi esempio per tutte le nazioni. Perchè ho l'impressione che nessuno prenda davvero sul serio il problema, al di la della facciata elettorale o della difesa ad oltranza di appartenenze ''vintage''. L'Europa per prima, quella bionda raccomandata e manco diplomata messa al vertice di una multinazionale.

  • Molti esponenti politici denunciano la condizione e il destino delle persone respinte.
  • La Chiesa preme per una accoglienza e un sostegno caritatevole.
  • L'Italia non ha la capacità di gestire un'enorme massa umana. Se crolla la sussidiarietà di molti enti non statali, Roma e Milano diventano Bagdad e Kabul.
  • La criminalità sfrutta gli immigrati e si allarga in maniera proporzionale alla manodopera a basso costo, o nullo.
  • La sicurezza delle nostre abitazioni, delle nostre vie, delle nostre città, delle stazioni e dei parchi ormai è ingestibile, e al di là dei buonismi spiccioli, nessuno dorme sereno sapendo la propria figlia in giro per Roma, Bologna, Milano, Bari, Torino, oltre le dieci di sera.
  • I giudici stessi hanno emesso sentenze per reati di stupro, con le attenuanti riguardanti la condizione di disagio. (cioè se mi violentano la moglie o la figlia, devo tener conto del disagio di uno che deve liberarsi del proprio seme ma non sa come fare essendo solo, vivendo nel complesso di inferiorità e vedendo queste belle occidentalone sculettare con il fidanzato, che spesso finisce nel bagagliaio.)
  • Poi c'è il problema dell'integrazione culturale e religiosa. Ma direi che la parola culturale basti e avanzi, perchè il rispetto che si deve alla cultura e alle religioni è sempre quella nei limiti del recinto costituzionale. La condizione della donna, dei bambini, la famiglia, la libertà di espressione, l'humus culturale del paese ospitante, sono punti non negoziabili.
  • Le relazioni tra gli stati. Ammonire gli Stati e esortare certe politiche che non devono appoggiarsi sugli aiuti a pioggia. Per questo c'è bisogno di tutta la forza di volontà dell'occidente, e che smettano i piagnistei e i vittimismi di chi ha sprecato opportunità enormi, per la corruzione e il malaffare abbastanza post coloniali da essere denunciati come la causa di questi esodi apocalittici.

Potremmo aggiungere molti punti, molti nodi. Mi aspetto infatti proposte e commenti tesi alla discussione e alle idee, e per niente di partito. Ma una cosa intendo dire con questo post. Ormai il mondo va in un certo verso, è inutile trincerarsi dietro la trincea migliore, che si chiami buonismo, elemosina, sicurezza, o altro. L'mmigrazione, se gestita con leggi chiare e tesa all'integrazione, può addirittura diventare un'opportunità, anzichè una piaga. Chissà, un giorno sarà il nostro sogno andare in Africa, magari tra qualche decennio, perchè ci sarà una fioritura economica e una moltiplicazione di aziende e cooperative. Una rifioritura culturale, chissà. L'Italia da sola non può farcela, ma volente o nolente, si trova sotto la Svizzera e tocca quasi l'Africa. Deve assumersi responsabilità forti, alzare la voce con la bionda raccomandata ai piani alti e sperare di essere un faro per le nazioni. Non sappiamo cosa ci serba il futuro, ma una cosa è certa, meglio andargli incontro con buone intenzioni.

 Antonio R.